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TRAGEDIA FAMILIARE A CATANZARO: LA BIMBA DI 6 ANNI È FUORI PERICOLO, MA RESTA IN TERAPIA INTENSIVA AL GASLINI


Stabilizzata dopo gravi lesioni ad aorta, fegato e milza. Nessun danno neurologico. I medici: “Salva grazie alla catena di interventi tra Calabria e Genova”

di REDAZIONE

 –  CATANZARO –  2 APRILE 2026 –  Migliorano le condizioni della bambina di 6 anni rimasta coinvolta nella tragedia familiare di Catanzaro. La piccola è ricoverata in Terapia Intensiva all’Istituto Giannina Gaslini e, secondo l’ultimo bollettino, il quadro clinico è soddisfacente.

La paziente non ha riportato esiti neurologici ed è stata svezzata dalla ventilazione meccanica. Restano sotto osservazione le gravi lesioni subite ad aorta, fegato e milza, ma al momento non ci sono condizioni che mettano in pericolo la vita. Presa in carico anche dal supporto psicologico insieme alla famiglia, nei prossimi giorni dovrebbe lasciare la rianimazione per passare a un reparto semi-intensivo.

Determinante la rete tra ospedali. “Tutto questo è stato possibile grazie alla collaborazione con l’équipe di anestesia e rianimazione dell’Aou Dulbecco di Catanzaro, presidio Pugliese, guidata da Stefania Faragò”, spiega Andrea Moscatelli, direttore del Dea e della Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica del Gaslini. “L’hanno stabilizzata permettendo un trasferimento in sicurezza, con il contributo fondamentale dei radiologi interventisti”.

Sul fronte cardiologico, il direttore Roberto Formigari sottolinea il ruolo chiave dell’emodinamica del Policlinico di Catanzaro: “La bambina è stabile dal punto di vista cardiovascolare grazie al tempestivo intervento percutaneo su una gravissima lacerazione dell’aorta. Un bell’esempio di collaborazione: prima della procedura ci siamo confrontati con Claudio Maglia e Armando Pingitore dell’Emodinamica e con Agostino Siciliano della Radiologia Interventistica, che hanno eseguito l’intervento.

La lesione aortica resta sotto stretta sorveglianza e programmeremo i controlli necessari”.Il direttore sanitario del Gaslini, Raffaele Spiazzi, parla di “esempio concreto di quanto la qualità delle cure dipenda dalla capacità delle istituzioni di lavorare insieme, mettendo in campo competenze, responsabilità e spirito di servizio”. Una presa in carico resa possibile, conclude, “da una collaborazione tempestiva e leale tra professionisti e strutture diverse”.

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