PELLEGRINI VERSO IL PONTE DELLA FEDE: IL 1° MAGGIO SQUILLACE RISCOPRE IL CAMMINO E LA DEVOZIONE
Tra spiritualità e identità collettiva, torna il pellegrinaggio alla Madonna del Ponte: un rito che unisce comunità e territori
di REDAZIONE
– SQUILLACE (CZ) – 30 APRILE 2026 – Domani, 1° maggio 2026 fedeli e camminatori si ritroveranno per il tradizionale pellegrinaggio verso il Santuario della Madonna del Ponte a Squillace. Un evento che intreccia fede, paesaggio e memoria, rilanciando il valore del cammino come esperienza spirituale e culturale condivisa.
Il ritorno del cammino: fede in movimento
Non è soltanto una ricorrenza religiosa, ma un vero e proprio rito collettivo che si rinnova nel tempo. Il prossimo 1° maggio 2026, alle ore 9.00, da Piazza Duomo partirà il pellegrinaggio verso la Madonna del Ponte, appuntamento che richiama ogni anno fedeli, famiglie e appassionati del cammino.
L’iniziativa si inserisce in una tradizione profondamente radicata nel territorio calabrese, dove il gesto del camminare assume un significato che va oltre la dimensione fisica: è ricerca interiore, condivisione e memoria comunitaria.
Un simbolo tra storia e devozione
La figura della Madonna del Ponte rappresenta un punto di riferimento spirituale e identitario. Il santuario, immerso in un paesaggio che unisce natura e architettura rurale, diventa meta di un percorso che è al tempo stesso fisico e simbolico.
“Con Maria, pellegrini di speranza verso il Ponte della fede”, recita il motto scelto per questa edizione, sottolineando il valore di un’esperienza che intreccia devozione e riflessione.
Comunità e partecipazione: un invito aperto
L’evento è aperto a tutti, senza distinzioni, e si propone come momento di aggregazione capace di coinvolgere diverse generazioni. Non solo credenti praticanti, ma anche chi vede nel pellegrinaggio un’occasione per riscoprire il territorio e il senso di appartenenza.
“È un cammino che unisce, capace di restituire centralità ai valori della condivisione e della speranza”, sottolineano gli organizzatori, evidenziando come la partecipazione rappresenti già di per sé un segnale di vitalità sociale.
Tra paesaggio e spiritualità
Il percorso si snoda in uno scenario naturale di grande suggestione, dove il silenzio e la lentezza favoriscono una dimensione contemplativa sempre più rara nella vita quotidiana. Il pellegrinaggio diventa così anche un invito a rallentare, a riconnettersi con sé stessi e con l’ambiente circostante.
Un po’ di storia
Il Santuario Madonna del Ponte fu costruito nel 1724. Tra storia e leggenda si racconta che il 5 maggio del 1723 una donna invasa da spiriti maligni che nessun esorcismo era riuscito ancora a liberare, passando da quel luogo fu colpita da intensi malori fino al punto di cadere a terra quasi moribonda. Una volta riavutasi la donna raccontò ai passanti che l’avevano aiutata che la Vergine Santissima, quella vergine dipinta nella vecchia muraglia nascosta tra spine e cespugli, l’aveva liberata dagli spiriti maligni che la possedevano.
I testimoni del miracolo si misero quindi a cercare il dipinto trovandovi effettivamente un pezzo di vecchia muraglia con su dipinta l’immagine della Madonna con in braccio il Bambino Gesù. La Sacra immagine, di origine bizantina, venerata col titolo di Santa Maria del Rinfresco, o della Galaktotrofusa, cioè la Madonna che allatt, fu così intarsiata nell’Altare Maggiore della Chiesa che l’anno successivo al ritrovamento fu costruita in quel luogo.
Dal piccolo arco sulla torre si erge la campana della chiesa su cui vi è bellamente impressa la Madonna nello stesso atteggiamento che l’ignoto pittore volle darle sul muro.
Il 12 maggio del 1976 furono avviati i lavori di ristrutturazione ed il 17 luglio dello stesso anno fu benedetta la nuova statua della Madonna del Ponte che viene portata in processione il primo maggio e la prima domenica di agosto. Attualmente è retto da padre Piero Puglisi. Prima di lui don Emidio Commodaro e don Domenico Cirillo.

















