SELLIA AL CAPOLINEA FINANZIARIO: IL DISSESTO È UFFICIALE
Fallimento politico senza precedenti: il sindaco Giordano traccia una “linea netta” sui debiti ereditati
di REDAZIONE
– SELLIA (CZ) – 12 OTTOBRE 2025 – Il Comune di Sellia ha formalmente dichiarato lo stato di dissesto finanziario, un atto irrevocabile che sancisce l’incapacità dell’ente locale di far fronte in modo stabile ai propri obblighi finanziari e garantire l’erogazione dei servizi essenziali. La decisione, adottata dal Consiglio Comunale su relazione del Revisore dei conti, equivale a una vera e propria dichiarazione di insolvenza e getta un’ombra sulla gestione amministrativa precedente, considerata dalla maggioranza un palese fallimento politico.
L’amministrazione, guidata dal sindaco Sara Giordano, è giunta a questa drastica conclusione dopo appena 15 mesi dall’insediamento, a seguito di un’accurata e attenta analisi finanziaria e contabile che ha rivelato una situazione ben più grave del previsto.
La denuncia dell’Amministrazione
Il sindaco Giordano non usa mezzi termini per descrivere lo scenario ereditato. “L’atto formale adottato ieri in Consiglio Comunale è solo il primo passo verso il risanamento dei conti del Comune di Sellia da noi fortemente voluto,” ha dichiarato il primo cittadino.
La situazione economica-finanziaria è stata definita “disastrosa”. Secondo la sindaca, un comune di così piccole dimensioni avrebbe dovuto essere “un esempio di buona amministrazione”, ma è stato invece “lasciato in balia degli eventi” con una costante mancanza di liquidità, tensioni di cassa croniche e una mole di debiti fuori bilancio significativa, gran parte dei quali derivanti da sentenze definitive esecutive.
Nessun margine di manovra
La scelta del dissesto è stata dettata dall’assenza di valide alternative di risanamento. L’amministrazione ha chiarito che gli strumenti ordinari non avrebbero potuto sortire alcun effetto positivo. Le aliquote tributarie comunali, infatti, risultavano già da anni fissate “in prossimità della misura massima consentita”.
Nonostante un “processo di razionalizzazione della spesa particolarmente incisivo” avviato fin dall’inizio del mandato, l’ingente passività pregressa non ha consentito di rintracciare concrete leve di risanamento “senza ricadute negative sui servizi essenziali a favore della collettività e sull’erogazione delle funzioni fondamentali del Comune.”
L’atto di dissesto traccia, quindi, una “linea netta fra quella che è stata la gestione passata e quella presente e futura”.
Il faro della Corte dei Conti
Con l’adozione formale della dichiarazione di dissesto, la complessa procedura di risanamento è avviata e l’intera situazione passa ora sotto l’esame rigoroso della Corte dei Conti. Saranno proprio le verifiche della Corte a stabilire ufficialmente la profondità della crisi, accertandone le cause e le eventuali responsabilità nella gestione contabile che ha portato al tracollo finanziario del piccolo comune.

















