RIVEDE LA LUCE LA “STANZA DEL FUMO” DEL CASTELLO DI SIMERI: UN TESORO MILLENARIO EMERGE DALLA TERRA
Gli scavi dell’università di Siena scoprono nell’area padronale piedritti arcuati e tracce di un caminetto. il sindaco Zicchinella: “Presto potremo visitare gli interni”
di REDAZIONE
– SIMERI CRICHI (CZ) – 12 OTTOBRE 2025 – Un nuovo, entusiasmante capitolo si aggiunge alla storia millenaria del Castello Bizantino di Simeri. Nel corso delle recenti indagini archeologiche, i cui risultati sono stati presentati venerdì pomeriggio, l’area padronale del Castello ha rivelato evidenze di eccezionale valore storico e architettonico. Lo scavo, condotto dal Dipartimento di Archeologia dell’Università di Siena in stretta sinergia con il Comune di Simeri Crichi e la Soprintendenza ABAP di Catanzaro e Crotone, sta restituendo alla comunità un patrimonio inestimabile.
L’area 1000: trasformazioni e dettagli nobiliari
La nuova sezione individuata e studiata, denominata “Area 1000“, ha riservato notevoli sorprese. Gli archeologi hanno potuto analizzare un ambiente che, pur essendo stato in origine uno spazio aperto, è stato successivamente tamponato e chiuso attraverso modifiche murarie.
Sono chiaramente visibili i piedritti di un’antica apertura arcuata, elementi che documentano le significative trasformazioni architettoniche subite dalla struttura nei secoli. Di particolare rilievo sono anche i lacerti di intonaco ancora adesi alle pareti, chiara indicazione della cura decorativa originaria, e l’evidenza negativa di una camera fumaria. Quest’ultima è un segno che, dopo la chiusura, l’ambiente fu adattato come spazio riscaldato, probabilmente dotato di un caminetto. Ulteriore elemento di grande interesse è il pavimento parzialmente conservato, che presenta tracce della preparazione originaria e, in alcuni tratti, evidenti tagli che saranno oggetto di ulteriori indagini.
Un modello di collaborazione e ricerca internazionale
Il progetto archeologico rappresenta un modello virtuoso di collaborazione scientifica e istituzionale. È seguito congiuntamente dal prof. Carlo Citter, direttore del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Siena, e dall’archeologo Lorenzo Chiricò per la Soprintendenza ABAP, in costante coordinamento con l’Amministrazione comunale.
Contestualmente, l’interesse internazionale sul sito è confermato dalla presenza di un gruppo di ricercatori dell’Università della Polonia, che sta conducendo ricerche nell’area dell’antica zona della Grecìa, contribuendo ad ampliare il quadro storico della presenza bizantina in Calabria.
La fruibilità al pubblico: il castello rinasce
Il Sindaco di Simeri Crichi, Davide Zicchinella, ha espresso grande soddisfazione, sottolineando l’importanza delle scoperte: “Stanno venendo alla luce delle stanze padronali di grande rilievo, testimonianza delle famiglie nobiliari che nei secoli si sono alternate nella gestione di questo castello”.
Il primo cittadino ha poi garantito l’impegno dell’Amministrazione nel mettere in sicurezza gli ambienti e renderli presto fruibili al pubblico. “Fino a poco tempo fa si poteva osservare solo il perimetro del castello; presto, invece, sarà possibile visitarne anche gli interni. A partire dal caminetto rinvenuto, fino agli archi e alle strutture che si stanno rivelando, un vero patrimonio sta emergendo e noi siamo orgogliosi di questo,” ha concluso il Sindaco. Gli scavi stanno restituendo un’immagine più completa del Castello Bizantino, simbolo identitario e preziosa testimonianza della sua storia.

















