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SCIENZA E ARTE A TORRE RUGGIERO, LA MEDICINA NARRATIVA DI GIOVANNI DE GIORGIO (CON VIDEO)


Un dialogo interdisciplinare con gli interventi dei docenti Minervino (Antropologia culturale) e Pungitore (Filosofia)

di REDAZIONE

TORRE DI RUGGIERO (CZ) –  28 AGOSTO 2023 –  Presentato presso il Centro Polifunzionale di Torre di Ruggiero il libro “Pensare e scrivere omeopaticamente” del medico chirurgo Giovanni De Giorgio.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco Vito Roti e dell’assessore alla Cultura Mario Barbieri, l’evento ha posto le basi per un dibattito profondo e multidisciplinare.

Gli interventi del giornalista e docente di Filosofia Francesco Pungitore e dell’antropologo e docente dell’Università di Catanzaro Mauro Minervino hanno arricchito la discussione, portando alla luce l’importanza della medicina narrativa.

Questo approccio interdisciplinare, come sottolineato da Rita Charon, “fortifica la pratica clinica con la narrazione di sé e degli altri, l’interpretazione di queste narrazioni e un’etica di cura fondata sulla fiducia reciproca”.

La medicina, come affermato da Ippocrate, non è solo una scienza ma anche un’arte.

E in questo contesto, la medicina narrativa emerge come un campo che riconosce l’importanza della storia individuale del paziente nel processo di guarigione.

Filosofi come Platone e Martin Buber hanno enfatizzato l’importanza del dialogo autentico e della connessione umana, concetti che la medicina narrativa incorpora per promuovere una pratica clinica più empatica e personalizzata.

Studi scientifici, come quelli di Jodi Halpern, hanno dimostrato che l’empatia può influenzare positivamente l’esito del trattamento.

La medicina narrativa, quindi, rappresenta un passo avanti verso una medicina più umana e personalizzata, in cui la scienza e l’umanità si incontrano e si arricchiscono a vicenda.

In “Pensare e scrivere omeopaticamente”, Giovanni De Giorgio ha creato un’opera che trascende i confini tradizionali della medicina. La sua abilità nel tessere insieme elementi apparentemente disparati, come la poesia e la medicina omeopatica, riflette una profonda comprensione dell’essenza umana e della complessità della cura.

La sua opera è un modello di integrazione tra scienza e umanesimo, un esempio luminoso di come la medicina possa essere, allo stesso tempo, una scienza, un’arte e una filosofia.

La presentazione del libro ha anche arricchito comprensione della condizione umana. De Giorgio, con il suo contributo unico e prezioso, ha dimostrato che la cultura e la scienza possono coesistere e arricchirsi a vicenda, fornendo spunti di riflessione che vanno ben oltre la serata stessa.

Uno dei momenti più toccanti e significativi del convegno è stato quando Giovanni De Giorgio ha recitato alcune delle sue poesie in vernacolo calabrese.

La prima, incentrata sul tema delle “altezze” e delle “bassezze”, ha esplorato i complessi di inferiorità che spesso affliggono l’essere umano, mentre la seconda ha celebrato l’amore per il proprio paese natio.

Quest’ultima è stata particolarmente emozionante, considerando che De Giorgio, pur vivendo e lavorando a Roma come medico chirurgo da molti anni, non ha mai dimenticato le sue radici torresi.

Questi momenti di poesia hanno non solo arricchito l’evento, ma hanno anche fornito una finestra sull’anima dell’autore, rivelando la profondità del suo legame con la terra e la cultura da cui proviene.

La presentazione del libro non è stata solo un evento accademico, ma un’esperienza umana e culturale completa, che ha lasciato un’impronta indelebile su tutti i numerosi presenti. 

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