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«RISCHIO BARATRO FINANZIARIO», L’ALLARME DELL’OPPOSIZIONE A CHIARAVALLE CENTRALE


Contestata la procedura di gara per l’affidamento del servizio di raccolta rifiuti solidi urbani. Foti, Rauti e Maida chiedono l’annullamento immediato. Mancano oltre 500mila euro all’appello. “Gravi irregolarità contabili, il Comune espone sé stesso a seri rischi amministrativi e finanziari”

di REDAZIONE

–  CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) –  8 LUGLIO 2025 –A Chiaravalle Centrale scoppia un nuovo caso politico-finanziario che rischia di scuotere dalle fondamenta la gestione dell’ente. Con una nota formale e dettagliata, i Consiglieri Comunali di minoranza Claudio Foti, Giuseppe Rauti e Vito Maida hanno chiesto l’annullamento immediato della decisione a contrarre n. 109 del 10 giugno 2025, atto con cui l’amministrazione comunale ha avviato la procedura di gara per l’affidamento del servizio di raccolta rifiuti solidi urbani, trasporto, conferimento e spazzamento strade per un importo di ben 1.778.424,23 euro.

Il problema? Una voragine contabile da oltre mezzo milione di euro. I consiglieri denunciano una clamorosa carenza di copertura finanziaria: il bilancio di previsione 2025/2027, approvato il 27 maggio, prevede solo 1.260.000 euro per la voce di spesa indicata. All’appello mancano dunque 518.424,23 euro, un disallineamento che comprometterebbe la legittimità dell’intera operazione.

Si tratta, secondo la minoranza, non di un banale errore ma di una violazione strutturale delle norme contabili, in quanto l’impegno prenotato supera gli stanziamenti senza che sia stata effettuata alcuna preventiva variazione di bilancio. Un vizio originario, definito “non sanabile”, che potrebbe condurre a conseguenze pesanti: l’annullamento dell’atto, l’insorgere di contenziosi, fino alla responsabilità erariale per danno all’ente.

La richiesta di Foti, Rauti e Maida è netta: annullare in autotutela la decisione n. 109/2025, avviare una variazione di bilancio che riporti coerenza tra spesa e disponibilità, e riferire con urgenza in Consiglio Comunale. Il tono è quello di chi vede in questa vicenda un serio vulnus ai principi di legalità, trasparenza e corretta gestione della cosa pubblica.

Una storia che potrebbe non chiudersi con una semplice rettifica tecnica, ma aprire un fronte politico e giuridico dai contorni tutt’altro che lievi. L’opposizione, dal canto suo, è pronta a dare battaglia per “impedire che Chiaravalle Centrale finisca nel baratro di una gestione approssimativa e potenzialmente dannosa per i cittadini”.

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