OPERE PUBBLICHE A CHIARAVALLE CENTRALE, LA MINORANZA SBOTTA: «APPALTI FERMI DA 41 MESI»
Foti, Rauti e Maida: “Prova concreta della gestione fallimentare del sindaco Donato”
di REDAZIONE
– CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 26 AGOSTO 2025 – “Sono passati oltre tre anni e mezzo dall’affidamento dei lavori di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico – versante Cona e Convento Cappuccini e versante località “Parisi” – nel Comune di Chiaravalle Centrale, ma la situazione resta sostanzialmente immobile”. A denunciarlo sono i consiglieri comunali di minoranza Claudio Foti, Giuseppe Rauti e Vito Maida, che parlano senza mezzi termini di “gestione fallimentare” e di “calcolo politico” da parte dell’amministrazione guidata dal sindaco Domenico Donato.
L’intervento, affidato con determina n. 39 del 10 marzo 2022, riguardava tre macro aree: strada Sorbia, via Sanginiti e località Cona. Eppure, dopo 41 mesi, solo una parte dei lavori su strada Sorbia risulta eseguita, “in maniera incompleta e persino pericolosa” – sottolineano i consiglieri – con un dislivello di oltre tre metri rimasto privo di protezioni e fonte di gravi rischi per i cittadini che percorrono una bretella essenziale di collegamento.
Per gli altri interventi, invece, non c’è traccia: “Nessuna cantierizzazione, nessun cartello, nessun avanzamento – accusano i rappresentanti dell’opposizione – solo silenzi e scaricabarile sugli uffici, mentre il sindaco continua a ripetere che tutto va bene”.
Secondo i consiglieri, i tempi di realizzazione “sono già triplicati rispetto alle normali previsioni di un cantiere di questo tipo”, con un conseguente aggravio dei costi dovuto agli aumenti dei materiali registrati in Calabria dopo tre aggiornamenti del prezzario regionale tra il 2022 e il 2025. Una condotta che – scrivono – “mina la credibilità amministrativa e mette a rischio l’effettiva messa in sicurezza del territorio”.
La minoranza legge in questa paralisi una precisa strategia politica: rinviare il completamento delle opere in vista della scadenza elettorale, per trasformare i cantieri in “passerelle propagandistiche, con tanto di nastri da tagliare e fotografie da esibire”. Una prassi che viene definita “grave e irresponsabile, perché gioca sulla pelle dei cittadini e calpesta le regole democratiche e le norme sugli appalti pubblici, come se Chiaravalle fosse un’isola fuori dallo Stato di diritto”.
Infine, Foti, Rauti e Maida pongono un interrogativo cruciale: se i lavori erano davvero urgenti, perché sono stati lasciati fermi per oltre tre anni? “In entrambi i casi – affermano – la verità è gravissima: o si è chiesto un finanziamento senza una reale emergenza, oppure, pur essendo urgenti, gli interventi sono stati colpevolmente lasciati marcire per calcolo politico. In entrambi i casi è una presa in giro verso la comunità”.
Per questo, i consiglieri chiedono che il sindaco renda immediatamente pubblici tempi certi di completamento, somme disponibili e motivi reali dei ritardi.
“La comunità ha diritto alla verità – concludono – e non accetteremo che la sicurezza dei cittadini venga barattata con i calcoli elettorali di chi governa il Comune”.

















