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GIOVANE FOLGORATO A SOVERATO, DISSEQUESTRATO IL PALAZZO FINITO NELL’INCHIESTA: IL RIESAME ACCOGLIE IL RICORSO DELLA DIFESA


Il provvedimento era scattato nei mesi scorsi nell’ambito dell’indagine avviata dopo il grave incidente che aveva coinvolto un ragazzo del post.  Per i giudici, da rivalutare l’impianto accusatorio sulla presunta lottizzazione abusiva

di REDAZIONE

 –  SOVERATO (CZ) –  24 MAGGIO 2026 –  Sono stati rimossi i sigilli dal palazzo di via San Giovanni Bosco, a Soverato, al centro dell’inchiesta aperta nei mesi scorsi dalla Procura di Catanzaro in seguito al grave incidente che aveva coinvolto un giovane, rimasto folgorato da un palo della luce nelle vicinanze dell’edificio.

Il sequestro preventivo dell’immobile era stato disposto dal gip del Tribunale di Catanzaro, Piero Agosteo, su richiesta dei pubblici ministeri Francesca Delcogliano e Roberta Lomurno, titolari del fascicolo investigativo. L’ipotesi contestata riguardava, tra gli altri aspetti, una presunta lottizzazione abusiva legata al manufatto.

Il ricorso della difesa accolto dai giudici

Contro il provvedimento cautelare aveva presentato ricorso la difesa dell’imprenditore coinvolto nella vicenda, assistito dall’avvocato Gianni Russano, del Foro di Catanzaro.

Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha accolto l’istanza difensiva, disponendo il dissequestro dell’immobile. Secondo quanto sostenuto dalla difesa nel corso del procedimento, sarebbe stata documentata la regolarità dei titoli abilitativi relativi all’edificio e l’assenza degli elementi necessari a sostenere l’ipotesi accusatoria formulata nella fase iniziale delle indagini.

La posizione dell’avvocato dell’imprenditore

Dopo la decisione del Riesame, l’avvocato Gianni Russano ha commentato l’esito del procedimento sostenendo che il provvedimento dei giudici “comprova la totale infondatezza dell’ipotesi accusatoria”.

La dichiarazione è stata resa dal legale all’indomani della pronuncia del Tribunale del Riesame di Catanzaro, che ha accolto il ricorso presentato nell’interesse dell’imprenditore destinatario del provvedimento cautelare reale.

L’inchiesta resta aperta

Il dissequestro del palazzo non chiude l’inchiesta avviata dalla Procura di Catanzaro dopo l’episodio che aveva portato al ferimento del giovane. Restano infatti in corso gli approfondimenti investigativi collegati alla vicenda e agli accertamenti tecnici disposti dagli inquirenti.

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