“GEOMETRA ALLA GOGNA, MA ERA INNOCENTE”: ASSOLTO DOPO ANNI DI ACCUSE INFONDATE L’EX RESPONSABILE DELL’UFFICIO TECNICO DI SQUILLACE
Squillace, il municipio
Formula ampia del tribunale di Catanzaro per Giuseppe Megna: “Il fatto non sussiste”. Cade nel vuoto anche la richiesta di risarcimento del Comune
di REDAZIONE
SQUILLACE (CZ) – 31 MAGGIO 2025 – Dopo anni di accuse infamanti e una lunga battaglia giudiziaria, il Tribunale di Catanzaro – Sezione Prima Penale (presidente Teresa Lidia Gennaro, giudici Wanda Romanò e Giada Maria Lamanna) ha pronunciato l’assoluzione con formula piena per Giuseppe Megna, 75 anni, ex responsabile del settore tecnico del Comune di Squillace. L’uomo era finito sotto processo con l’accusa di concussione, poi riqualificata in induzione indebita a dare o promettere utilità. Il verdetto: “perché il fatto non sussiste”.
Piena riabilitazione
Tutto era iniziato con una denuncia confidenziale da parte di un imprenditore catanzarese ai Carabinieri di Catanzaro Lido. Il Pubblico Ministero aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, ma il GIP Giuseppe Perri l’aveva respinta, sottolineando l’inattendibilità delle presunte vittime. Alcuni episodi, poi dichiarati prescritti, causarono la sospensione dal servizio di Megna, misura poi revocata. Anche il Tribunale del Riesame confermò l’assenza di elementi tali da giustificare la carcerazione.
Il processo si sgonfia: assoluzione chiesta dallo stesso pubblico ministero
Nonostante il rinvio a giudizio deciso dal GUP Antonio Battaglia, il processo ha preso una piega inattesa: lo stesso PM Sarah Cacciaguerra, al termine dell’istruttoria dibattimentale, ha chiesto l’assoluzione, rilevando la mancanza di prove oggettive per sostenere l’accusa in aula.
Il Comune chiedeva 150 mila euro: tutto respinto
Il Comune di Squillace, guidato all’epoca dal sindaco Pasquale Muccari, si era costituito parte civile tramite l’avvocato Fabrizio Costarella, chiedendo un risarcimento danni di 150.000 euro. Una pretesa che si è infranta contro il verdetto assolutorio.
La difesa: “Una vita distrutta da una denuncia menzognera”
Gli avvocati Nunzio Raimondi e Manuela Costa, difensori di Megna, hanno parlato di una verità finalmente ristabilita: “La vita del geometra Megna è stata sconvolta da una denuncia falsa e da una gogna pubblica ingiusta. Oggi, dopo anni, la giustizia ha riconosciuto la sua innocenza, restituendogli onore e dignità. Ha sempre lavorato con onestà e dedizione al servizio della comunità.”

















