DA SERRA SAN BRUNO UN ESPOSTO ALL’ANTITRUST CONTRO IL PRICE CAP ENI: “COSÌ GLI INDIPENDENTI RISCHIANO DI NON REGGERE
Schiavello Carburanti porta il caso all’Agcm: nel mirino il tetto di 1,99 euro per la benzina e 2,19 per il diesel. La società denuncia il possibile effetto sui margini e chiede di verificare costi, prezzi di approvvigionamento e condizioni lungo la filiera
di REDAZIONE
– SERRA SAN BRUNO (VV) – 2 OTTOBRE 2026 – Come riposta Ansa, un esposto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato sulla politica di price cap introdotta da Eni/Enilive è stato presentato dalla società Schiavello Carburanti sas di Serra San Bruno (Vibo Valentia) che opera nel territorio delle Serre.
La società chiede all’Agcm di verificare gli effetti della misura sulla concorrenza e sulla capacità degli operatori indipendenti di competere sul mercato. L’esposto è stato presentato ieri dal legale rappresentante Maurizio Schiavello.
Nel documento viene evidenziato che Eni ha fissato un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il gasolio, inizialmente per 30 giorni, con possibilità di proroga fino alla fine del 2026. Schiavello Carburanti indica, per una consegna prevista il 30 settembre, quotazioni di approvvigionamento pari a circa 2,040 euro al litro per la benzina e 2,237 euro per il gasolio. Secondo l’azienda, il differenziale tra i prezzi di approvvigionamento indicati e il price cap Eni potrebbe comprimere i margini degli operatori indipendenti, che sostengono anche costi di personale, energia, manutenzione, logistica, assicurazioni e gestione degli impianti.
Nell’esposto viene chiesto all’Agcm di verificare i costi effettivi sostenuti da Eni, i margini della rete Enilive e le condizioni economiche lungo la filiera. La società chiede inoltre verifiche sull’eventuale configurabilità di condotte escludenti o di prezzo predatorio e sulle modalità con cui Eni e gli altri principali operatori hanno determinato le rispettive politiche di prezzo.
L’esposto richiama anche il procedimento Agcm I864, concluso nel settembre 2025 con sanzioni complessive per 936,6 milioni di euro nei confronti di sei operatori del settore, precisando tuttavia che Schiavello
Carburanti non sostiene un collegamento tra quel procedimento e l’attuale price cap.
L’istanza si conclude con la richiesta all’Autorità di acquisire, ove ritenuto necessario, dati sui costi di approvvigionamento, prezzi all’ingrosso, margini, premi, contributi commerciali e condizioni infragruppo, per valutare la sostenibilità economica della misura e i suoi effetti sulla permanenza degli operatori indipendenti sul mercato.

















