EOLICO NELLE SERRE VIBONESI, QUATTRO COMUNI ALZANO IL MURO CONTRO IL NUOVO PARCO INDUSTRIALE
I sindaci di Filadelfia, Maierato, Monterosso e Polia: «Nessuna ricaduta per i cittadini, rischio irreversibile per paesaggio e ambiente». Un fronte istituzionale compatto
di REDAZIONE
– PRESERRE (VV) – 7 GENNAIO 2026 – Le Serre vibonesi tornano al centro di un duro confronto tra transizione energetica e tutela del paesaggio. I Comuni di Filadelfia, Maierato, Monterosso Calabro e Polia hanno formalizzato una posizione unitaria di netta contrarietà al progetto di un nuovo parco eolico industriale, proposto da un gruppo societario dell’Alto Adige e attualmente all’esame della Regione Calabria per l’iter autorizzativo.
Per gli amministratori locali si tratta di un vero e proprio assalto a un’area già segnata dalla presenza di infrastrutture energetiche, con benefici giudicati inesistenti per le comunità coinvolte.
Sette turbine giganti nel “Cuore Verde” della Calabria
Il piano prevede l’installazione di sette aerogeneratori con un’altezza superiore ai 200 metri: cinque nel territorio di Polia e due in quello di Filadelfia. Ma l’impatto, spiegano i sindaci, andrebbe ben oltre i punti di installazione, coinvolgendo anche Monterosso Calabro e Maierato attraverso opere accessorie e infrastrutture di collegamento.
«Ancora una volta – si legge nella nota congiunta – i Comuni delle basse pendici delle Serre Occidentali, affacciati sull’area protetta del Lago Angitola, rischiano di subire un piano industriale che non produce alcuna positiva ricaduta sociale ed economica, ma genera effetti negativi su ambiente e paesaggio».
Il precedente che pesa: Monte Coppari
La memoria del territorio è ancora viva. Solo tre anni fa un progetto analogo, che interessava la faggeta del Monte Coppari, fu bloccato grazie alla mobilitazione congiunta di istituzioni e cittadini, culminata nel pronunciamento di incompatibilità ambientale da parte della Regione.
«Purtroppo ci risiamo», scrivono i primi cittadini, denunciando come, nonostante i precedenti dinieghi, le grandi società energetiche continuino a riproporre interventi nelle stesse aree sensibili.
Paesaggio, turismo e dissesto: le criticità
Secondo le amministrazioni comunali, l’operazione rischia di compromettere definitivamente le iniziative di promozione territoriale e i programmi di sviluppo turistico e naturalistico, oltre a incidere su un patrimonio boschivo considerato fondamentale anche per la prevenzione del dissesto idrogeologico.
«Un intervento di questo tipo – sottolineano – produrrebbe effetti ecosistemici irreversibili, vanificando anni di lavoro per la valorizzazione sostenibile del territorio».
L’appello alla società civile
La presa di posizione, firmata dai sindaci Anna Bartucca, Giuseppe Rizzello, Antonio Giacomo Lampasi e Luca Alessandro, rivendica la volontà di difendere l’identità storico-culturale di «piccole e orgogliose comunità».
«Per uno sviluppo davvero sostenibile – affermano – è prioritario preservare paesaggi, boschi, acque, specie animali e vegetali». Da qui l’appello finale: «Invitiamo tutta la società civile a mobilitarsi a difesa della vita dell’ambiente».

















