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I CARABINIERI CELEBRANO LA VIRGO FIDELIS TRA MEMORIA, FEDE E RESPONSABILITÀ NELLA BASILICA DELL’IMMACOLATA DI CATANZARO


Cerimonia solenne con l’Arcivescovo Maniago e il Generale Sciuto: commemorati gli orfani dell’Arma e l’eroismo di Culqualber, simbolo eterno di fedeltà e sacrificio

di REDAZIONE

– CATANZARO –  22 NOVEMBRE 2025 –  Nella suggestiva cornice della Basilica Minore di Maria SS. Immacolata di Catanzaro, i Carabinieri hanno celebrato ieri la ricorrenza della “Virgo Fidelis”, Celeste Patrona dell’Arma. La Santa Messa, presieduta dall’Arcivescovo Claudio Maniago e concelebrata dal Cappellano militare Don Vincenzo Ruggiero, ha riunito autorità civili e militari, tra cui il Comandante della Legione Calabria, Generale di Brigata Riccardo Sciuto.

Presenti anche rappresentanze del Comando Legione Calabria, del Comando Provinciale, dei Reparti speciali, delle associazioni sindacali militari, dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dell’Associazione Nazionale Forestali, oltre a vedove e orfani dell’Arma.
La liturgia è stata arricchita dal coro polifonico San Vitaliano, diretto dal Maestro Stefano Scozzafava.

La Patrona dell’Arma: una storia di fede e tradizione

Proclamata Patrona l’11 novembre 1949 da Papa Pio XII, la Virgo Fidelis fu scelta in relazione al motto araldico dei Carabinieri, “Nei secoli Fedele”, attribuito da Vittorio Emanuele III nel 1933.  Il 21 novembre, giorno della sua celebrazione, ricorre anche la Presentazione di Maria Vergine. L’inno di preghiera dedicato alla Patrona fu composto dall’Arcivescovo Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, allora Ordinario Militare.

Il ricordo di Culqualber e il valore della fedeltà

Nel suo intervento conclusivo, il Generale Sciuto ha evidenziato il profondo valore simbolico della ricorrenza: un’occasione per onorare la Patrona dell’Arma, celebrare la Giornata dell’Orfano e ricordare l’84° anniversario della battaglia di Culqualber, combattuta in Etiopia nel 1941.

Rievocando il sacrificio del 1° Battaglione Carabinieri Mobilitato, l’Ufficiale ha sottolineato come, «fedeli al giuramento prestato», quei militari resistettero fino all’ultimo contro la superiorità britannica, combattendo anche all’arma bianca.
La caduta del caposaldo fu annunciata dal celebre Bollettino n. 539, che definì i Carabinieri «quasi tutti caduti» dopo un’estrema difesa.

Per quell’epica resistenza, la Bandiera dell’Arma fu insignita della seconda Medaglia d’Oro al Valor Militare, con una motivazione entrata nella storia delle forze armate italiane.

Il sostegno agli orfani dell’Arma

Il Generale Sciuto ha dedicato una riflessione anche all’impegno dell’ONAOMAC, l’Opera nazionale di assistenza agli orfani dei Carabinieri, fondata nel 1948. L’ente continua oggi a sostenere circa un migliaio di orfani, garantendo supporto e vicinanza alle famiglie dei militari caduti in servizio.

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