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MONTEPAONE (CZ) – LA VOCE DELLA NATURA NEL NUOVO LIBRO PER L’INFANZIA DI GIOVANNA VECCHIO


Edito da Macabor, il volume è un riscoprire se stessi nella parola e nel quotidiano anche dei piccoli ambienti

di Gianni MAZZEI

MONTEPAONE (CZ) –  18 MAGGIO 2018 – Cosa resta di quelle sere invernali, fredde, vicino al fuoco e la nonna a raccontare fiabe, dei fratelli Grimm o di la Fontaine, il ciclo di Renan (la volpe), o altre ancora, in cui il buono, di famiglia povera spesso, non bello, ma intelligente affrontava prove sempre più difficili ( come poi, facendo la propria fortuna, fa fare Fleming al suo eroe, 007) fino all’esito finale, con il trionfare del bene?

Tutto e niente, a seconda la prospettiva.

Certo, la codificazione rigida dei ruoli in famiglia è saltata, come anche i tempi lenti, e l’impostazione della giornata. D’altra parte, mezzi di comunicazione avanzata hanno tolto spazio alla trasmissione di emozioni , sapere alla parola parlata e alla figura della nonna o della madre.

Ma, lo stupore di raccontare, raccontarci resta in questo bel libro di Giovanna Vecchio che,pur semplificato nelle trame( non spazi e tempi immemori e sterminati, né gente nobile e distante da noi, né il meccanismo degli intrecci e altro che sono l’essenza della fiaba, almeno a livello letterario classico) lascia intatto il candore del dire, la levità della parola, che si rispecchia ,fresca e sorridente, nei disegni.

Ed in più ha, a livello poetico ed etico, due cose: vivere il quotidiano, quello che per gli altri può sembrare banale, ovvio, noioso, con partecipazione,umanità e attenzione alla voce della natura e a quel sentimento di armonia con la stessa.

Ciò che la Dickenson fa nella sua poesia, le piccole cose che rivelano il miracolo, il mistero nel quotidiano, Giovanna Vecchio lo fa con questa narrazione che ci presente lei stessa, i nipoti (protagonisti anch’essi nel raccontare; questa è altra novità importante: lo stupore della fanciullezza che si fa saggezza nel dirsi e nel dirci), elementi di storia del borgo, in una dimensione quasi magica, ma che, nello stesso tempo, riesce a dare le nozioni storiche necessarie, per trasmettere e rafforzare il senso dell’appartenenza e l’amore per il proprio paese, tradizione, usi costumi ecc.

Infine, l’aspetto etico: i giovani vengono educati, in queste fiabe e favole ( spesso volutamente contaminate nel genere), nate spesso da semplici riflessioni o occasioni giornaliere , alla sensibilità e rispetto per la vita, ogni forma di vita e al senso della fratellanza.

In un momento in cui la globalizzazione rischia di inaridire il cuore e la mente, protesi solo all’efficienza, guadagno, all’apparire, questo riscoprire se stessi nella parola e nel quotidiano anche dei piccoli ambienti, ha il valore del conforto e della speranza che ci si possa sentire in sintonia con l’armonia universale, rispettando noi, gli altri, la natura.

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