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VIOLENZA SUI CAMPI, GLI ARBITRI DICONO BASTA: STOP ALLA TERZA CATEGORIA IN CALABRIA

Dopo l’aggressione al direttore di gara in Sporting Ceramida-Sinopolese, l’Aia regionale sospende le designazioni: “La sicurezza degli arbitri viene prima di tutto”

di REDAZIONE

 –   PRESERRE (CZ) –  7 MARZO 2026  –  Il calcio dilettantistico calabrese si ferma. Nel weekend del 7 e 8 marzo non si disputeranno le partite dei campionati di Terza categoria a causa della decisione dell’Associazione italiana arbitri della Calabria di sospendere le designazioni dei direttori di gara.

Una scelta forte, maturata come segnale di protesta contro la crescente violenza sui campi di calcio dilettantistici della regione.

Il provvedimento è stato assunto congiuntamente dai presidenti delle Sezioni arbitrali e dal Comitato regionale Aia, che hanno deciso di fermare l’attività per richiamare l’attenzione su una situazione ormai diventata insostenibile.

L’aggressione che ha fatto scattare lo stop

A far precipitare la situazione è stato l’episodio verificatosi il 4 marzo, durante la gara di Terza categoria tra Sporting Ceramida e Asd Sinopolese.

Secondo quanto riferito dall’Aia, la partita è degenerata fino a culminare in una aggressione ai danni del direttore di gara, episodio che rappresenta solo l’ultimo di una serie di comportamenti violenti registrati negli ultimi mesi nei campi dilettantistici calabresi.

Nella nota ufficiale l’associazione parla apertamente di «ennesimo episodio inaccettabile», sottolineando che la situazione non può più essere ignorata.

«Stanchi di episodi ignobili»

I vertici arbitrali regionali non nascondono la loro amarezza.

«Esprimiamo profonda amarezza e stanchezza per il ripetersi di ignobili comportamenti che offendono l’intero movimento sportivo», si legge nel comunicato.

Gli arbitri ricordano inoltre che la maggior parte dei direttori di gara impegnati in queste categorie sono giovani, spesso alla loro prima esperienza sui campi di calcio.

«Questi episodi – spiegano – mettono a rischio l’incolumità di ragazzi che ogni settimana garantiscono con passione e senso di responsabilità lo svolgimento delle competizioni».

Perché è stata fermata proprio la Terza categoria

La decisione di fermare esclusivamente la Terza categoria non è casuale.

È proprio in questa categoria, spiegano dall’Aia, che si registrano con maggiore frequenza episodi di violenza o comportamenti gravemente antisportivi.

Lo stop temporaneo alle designazioni vuole quindi rappresentare un segnale forte e un richiamo alla responsabilità di tutte le componenti del calcio dilettantistico: società, dirigenti, tifosi e calciatori.

Un messaggio chiaro al calcio dilettantistico

Per gli arbitri calabresi la decisione è soprattutto un atto di tutela verso chi scende in campo per garantire il rispetto delle regole.

«La sicurezza degli arbitri, dei calciatori, degli allenatori e di tutti i protagonisti del calcio deve rappresentare una priorità assoluta», sottolinea l’Aia regionale.

Il messaggio finale è netto: «La violenza non può trovare alcuna giustificazione né spazio nei nostri campi di gioco».