La Procura apre un fascicolo sulla tragica fine di Mohamed Amin Bessioud. La madre accusa i militari: “Lo tormentavano, soffriva di depressione. Prima del salto mi hanno chiusa fuori dalla stanza e poi mi hanno impedito di scendere a soccorrerlo”
Fonte: ANSA.IT CALABRIA
– COSENZA – 23 LUGLIO 2026 – Un 25enne di nazionalità italiana, Mohamed Amin Bessioud, di origine tunisina, è morto dopo essersi gettato dal balcone dell’appartamento in cui risiedeva, al terzo piano di uno stabile a Cosenza. Al momento del fatto, all’interno dell’abitazione era in corso una perquisizione da parte dei Carabinieri. Il giovane si trovava agli arresti domiciliari. I militari stavano effettuando un controllo sul rispetto dell’obbligo.
Sul caso la Procura di Cosenza ha aperto un fascicolo. La madre ha detto ai cronisti: «Mio figlio soffriva di depressione ed era spaventato dai controlli, si sentiva tormentato da uno dei militari. Ho aperto la porta della stanza e l’ho visto lanciarsi dal balcone: non sono riuscita a salvarlo».
La donna, di origine tunisina ma residente da anni in Italia dove il figlio era nato e cresciuto, ha annunciato l’intenzione di sporgere denuncia tramite i propri legali e di informare il Consolato. Secondo la sua ricostruzione, i militari avrebbero chiuso la porta della stanza prima del fatto, impedendole di entrare: «Ho sentito la pressione che gli stavano facendo e ho aperto la porta. Lui si è lanciato in quel momento».
La madre del giovane sostiene inoltre di essere stata trattenuta in casa subito dopo l’accaduto. «Soffro d’asma e volevo solo scendere per stare vicino a mio figlio nei suoi ultimi istanti – ha detto – ma mi hanno tenuta fermata in casa fino all’arrivo dei soccorsi, non permettendomi di avvicinarmi neanche quando è giunta l’ambulanza».