USURA AL 120% E MINACCE: IMPRENDITORE AGRICOLO FINISCE NEL VORTICE DEL DEBITO NEL CATANZARESE
Bene 130mila euro nascosti in un pollaio: arresti domiciliari per un 70enne, indagini su pressioni e tentata estorsione
di REDAZIONE
– GIRIFALCO (CZ) – 1 APRILE 2026 – Sarebbe iniziato tutto nel 2019, con una richiesta di aiuto economico tra compaesani. Una scelta che, secondo l’accusa, si sarebbe trasformata in un incubo senza via d’uscita per un piccolo imprenditore agricolo, schiacciato da un debito cresciuto fino a livelli insostenibili. Il prestito ricevuto avrebbe infatti comportato un tasso d’interesse usurario pari al 120%, rendendo di fatto impossibile la restituzione e trascinando la vittima in una spirale di difficoltà economiche e pressioni.
Nelle scorse ore i Carabinieri della Compagnia di Girifalco, con il supporto della Stazione di Maida e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, hanno eseguito una misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un 70enne del posto. Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Lamezia Terme nell’ambito di un’indagine per usura. Come previsto dalla legge, si tratta di contestazioni ancora nella fase preliminare: l’indagato resta presunto innocente fino a sentenza definitiva.
La denuncia e le intimidazioni
La vittima, nel tentativo di sottrarsi alla pressione, nel giugno 2025 si era rivolta ai Carabinieri denunciando quanto stava accadendo. Da quel momento, sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, la situazione si sarebbe ulteriormente aggravata. Due persone del luogo, anch’esse indagate ma al momento in stato di libertà, avrebbero cercato più volte di convincere l’uomo a ritirare la denuncia, ricorrendo a minacce che configurerebbero un tentativo di estorsione.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Lamezia Terme e condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia di Girifalco, si è sviluppata attraverso intercettazioni e attività di osservazione sul campo, elementi che avrebbero permesso di delineare con precisione il quadro accusatorio e le presunte pressioni esercitate sulla vittima.
Il denaro nascosto nel pollaio
A colpire è anche quanto emerso durante la perquisizione: circa 130mila euro in contanti sono stati trovati nella disponibilità dell’indagato, occultati dentro un bidone nascosto in un pollaio. Dalle intercettazioni, inoltre, sarebbe emersa l’intenzione di murare il denaro per sottrarlo a eventuali controlli.
Su questa somma è stato eseguito un sequestro preventivo disposto dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura. In particolare, circa 98mila euro sono stati vincolati in vista della cosiddetta confisca allargata, misura che consente di colpire patrimoni non giustificati da redditi leciti dichiarati.
Indagini aperte
Al termine dell’operazione, il 70enne è stato posto agli arresti domiciliari. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Vincenzo Quaranta, resta nella fase delle indagini preliminari. Per tutti gli indagati, come previsto dall’ordinamento, vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

















