UNA GIORNATA DI GRAZIA E RICONCILIAZIONE: LO SPIRITO SANTO RIEMERGE A NOSTRA SIGNORA DELLO SCOGLIO DI PLACANICA
Migliaia di pellegrini in preghiera per la vigilia di Pentecoste, guidati da Monsignor Oliva e Fratel Cosimo
di REDAZIONE
PLACANICA (RC) – 13 GIUGNO 2025 – Il sette giugno scorso, presso il santuario diocesano della Vergine Immacolata Nostra Signora dello Scoglio a Santa Domenica di Placanica, si è vissuta una giornata di profonda spiritualità, raccoglimento interiore, preghiera e riconciliazione con il Signore. Come di consueto, lunghe file di pellegrini hanno testimoniato il desiderio di avvicinarsi a Dio attraverso la confessione.
La Guida Spirituale: Vescovo Oliva e Fratel Cosimo
A presiedere tutte le sacre funzioni e la solenne concelebrazione eucaristica è stato, come sempre, il vescovo diocesano, monsignor Francesco Oliva. La giornata ha visto anche la partecipazione di Fratel Cosimo, fondatore del santuario, che ha elevato al Signore una preghiera di intercessione per la guarigione dei malati. Prima della santa Messa, Fratel Cosimo ha offerto una significativa evangelizzazione, dopo aver invitato i numerosi pellegrini a innalzare un’Ave Maria alla Madonna.
L’Evangelizzazione di Fratel Cosimo: La Sete dello Spirito
Fratel Cosimo ha rivolto un caro saluto e un cordiale benvenuto ai presenti, sottolineando la vigilia di Pentecoste, solennità che celebra la discesa dello Spirito Santo sulla Vergine Maria e gli apostoli. Richiamando gli Atti degli Apostoli (cap. 1 v. 8), ha ricordato le parole di Gesù: “Riceverete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e mi sarete testimoni”.
L’Acqua Viva dello Spirito Santo
Attingendo forza dallo Spirito Santo, Fratel Cosimo ha fatto appello alla Parola del Signore, così come presentata dall’Evangelista Giovanni (cap. 7, vv. 37-39): “Nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù ritto in piedi, gridò: Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva chi crede in me. Come dice la Scrittura: dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva.” Ha spiegato come Gesù, parlando di acqua, si riferisse al dono dello Spirito Santo che sarebbe stato elargito ai credenti dopo la sua ascensione al cielo, nel giorno di Pentecoste.
Riconoscere la Sete Spirituale e Accogliere Gesù
Fratel Cosimo ha approfondito il concetto della “sete” di cui parla Gesù, interpretandola come la manifestazione di un bisogno spirituale. Ha evidenziato come il non riconoscere di essere peccatori o di essere perduti impedisca il desiderio di salvezza o di essere trovati. Ha citato il Vangelo di Luca (cap. 19 v. 10): “Il Figlio dell’uomo, cioè Gesù, è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”, incoraggiando i presenti a riconoscere la propria miseria per essere salvati.

L’invito di Gesù, “Venga a me e beva”, è stato interpretato come un appropriarsi di Gesù Cristo, accogliendolo nell’Eucarestia con ardente sete, come Signore e Salvatore della propria vita. Fratel Cosimo ha usato l’esempio personale della sete durante la mietitura per illustrare come il corpo assetato accoglie l’acqua, allo stesso modo in cui l’anima dovrebbe accogliere il Signore, richiamando il Salmo 62 (v. 2): “Di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senz’acqua.”
Vivere un Cristianesimo Credibile e Sperimentare lo Spirito
Ricordando il Libro del Profeta Isaia (cap. 44 v. 3), che dice: “Io verserò l’acqua su colui che è assetato”, Fratel Cosimo ha sottolineato come nel mondo secolarizzato molte vite siano spiritualmente vuote, aride e sterili. Ha esortato i presenti a sforzarsi in questo anno santo giubilare a vivere un cristianesimo più vivo, più vero, più coerente e soprattutto più credibile, come affermato da Papa Leone ai nuovi sacerdoti: “Siate testimoni credibili”.
Concludendo, Fratel Cosimo ha invitato tutti a sperimentare l’opera dinamica dello Spirito Santo, aprendo i cuori alla sua azione affinché Egli riversi la sua presenza nelle vite e nelle anime. Ha rivolto una preghiera alla Vergine Immacolata, Nostra Signora dello Scoglio, Sposa dello Spirito Santo e Regina della Pentecoste, affinché non faccia mai mancare il suo aiuto, permettendo ai fedeli di essere, guidati dallo Spirito Santo, testimoni credibili del Vangelo e annunciatori di speranza, poiché, come dice la Lettera ai Romani (cap. 5 v. 5): “La speranza non delude.” “Dio vi benedica e sia lodato Gesù Cristo.”

















