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TONNELLATE DI RIFIUTI NEL TORRENTE VALANIDI A REGGIO CALABRIA, UN ARRESTO


Operazione dei carabinieri, quattro indagati. La reazione di Occhiuto

Fonte: ANSA.IT CALABRIA 

– REGGIO CALABRIA –  10 FEBBRAIO 2024 – Una persona é stata arrestata e posta ai domiciliari dai carabinieri ed altre quattro risultano indagate nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Dda di Reggio Calabria su un’organizzazione criminale che avrebbe gestito un traffico illecito di rifiuti.

Secondo quanto è emerso dall’indagine, l’organizzazione avrebbe sversato illecitamente oltre cinquemila tonnellate di rifiuti speciali nel torrente Valanidi, uno dei corsi d’acqua che attraversano Reggio Calabria.

Alle persone coinvolte nell’indagine, condotta dai carabinieri della Stazione di Rosario Valanidi, vengono contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, disastro e inquinamento ambientale, attività di gestione di rifiuti non autorizzata e occupazione abusiva di suolo pubblico.

L’arresto è stato fatto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Reggio Calabria su richiesta del Procuratore della Repubblica, Giovanni Bombardieri, e del Procuratore aggiunto, Stefano Musolino.

Il Gip ha disposto anche il sequestro preventivo dell’intero patrimonio di un’azienda specializzata in attività di demolizione e movimento terra della quale i titolari ed alcuni dipendenti sono le persone indagate.

Sono stati sequestrati anche conti correnti bancari, quote sociali, autocarri, mezzi d’opera ed alcune automobili di lusso.

Gli indagati hanno un’età compresa tra i 35 e i 65 anni ed alcuni hanno precedenti in materia ambientale e per associazione per delinquere di tipo mafioso.

Alcuni degli stessi indagati, inoltre, in passato, avevano subito provvedimenti antimafia che avevano portato alla confisca di una società operante nello stesso settore dello smaltimento dei rifiuti e riconducibile a locali cosche di ‘ndrangheta.

Le indagini sono partite da diversi sopralluoghi dei carabinieri sul torrente interessato dallo sversamento illecito dei rifiuti, che avveniva, tra l’altro, in pieno giorno.

I rifiuti consistevano soprattutto in inerti provenienti da attività edili.

Alle persone coinvolte nell’indagine, condotta dai carabinieri della Stazione di Rosario Valanidi, vengono contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, disastro e inquinamento ambientale, attività di gestione di rifiuti non autorizzata e occupazione abusiva di suolo pubblico.

L’arresto è stato fatto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Reggio Calabria su richiesta del Procuratore della Repubblica, Giovanni Bombardieri, e del Procuratore aggiunto, Stefano Musolino.

Il Gip ha disposto anche il sequestro preventivo dell’intero patrimonio di un’azienda specializzata in attività di demolizione e movimento terra della quale i titolari ed alcuni dipendenti sono le persone indagate.

Sono stati sequestrati anche conti correnti bancari, quote sociali, autocarri, mezzi d’opera ed alcune automobili di lusso.

Gli indagati hanno un’età compresa tra i 35 e i 65 anni ed alcuni hanno precedenti in materia ambientale e per associazione per delinquere di tipo mafioso.

Alcuni degli stessi indagati, inoltre, in passato, avevano subito provvedimenti antimafia che avevano portato alla confisca di una società operante nello stesso settore dello smaltimento dei rifiuti e riconducibile a locali cosche di ‘ndrangheta.

Le indagini sono partite da diversi sopralluoghi dei carabinieri sul torrente interessato dallo sversamento illecito dei rifiuti, che avveniva, tra l’altro, in pieno giorno.

I rifiuti consistevano soprattutto in inerti provenienti da attività edili.

AZIENDA EDILE: “NOI ESTRANEI A VICENDA”

“Noi estranei all’inchiesta.

È un caso di omonimia”.

È quanto scrive, in una nota, la “Crucitti Group Srl”, una ditta edile di Palmi che ha a che vedere con l’operazione dei carabinieri che, stamattina, nell’ambito di un’indagine relativa a uno scarico illecito di rifiuti speciali nel torrente “Valanidi” hanno sequestrato l’intero patrimonio aziendale della “Crucitti Group Srl” di Reggio Calabria.

L’azienda omonima di Palmi, in un comunicato, sottolinea la propria “completa estraneità ai fatti oggetto di reato”.

La società afferma che “l’indagine condotta dai carabinieri, sotto il coordinamento della Dda di Reggio Calabria, che merita il nostro plauso, sul disastro ambientale causato dall’impresa ‘Crucitti Group Srl’, non ci riguarda.

La confusione nasce da un caso di omonimia. La nostra azienda, specializzata nella produzione di calcestruzzo, non è coinvolta assolutamente nella vicenda ed il caso di omonimia ha causato alcune incomprensioni, danneggiando la nostra reputazione”.

“Condanniamo fermamente queste pratiche illegali – proseguono i responsabili della ditta edile – che, oltre a provocare danni irreversibili all’ambiente, danneggiano le imprese che operano nel rispetto della legge”.

OCCHIUTO: “TOLLERANZA ZERO”

“In Calabria i criminali che inquinano e distruggono il nostro ambiente vengono combattuti da tutte le istituzioni e dai cittadini perbene, che sono la stragrande maggioranza della popolazione e che vogliono vivere in un territorio sano e pulito”.

Lo afferma in un una nota il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto.

“Ringrazio i carabinieri – aggiunge Occhiuto – che questa mattina, nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Dda di Reggio Calabria, hanno arrestato una persona all’apice di un’organizzazione che, gestendo un traffico illecito di rifiuti, avrebbe sversato oltre cinquemila tonnellate di rifiuti speciali nel torrente Valanidi, uno dei corsi d’acqua che attraversano Reggio.

Pene severe e tolleranza zero contro questi delinquenti”.

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