Il grazioso borgo delle Preserre catanzaresi aderisce al Patto di corresponsabilità promosso dal MEIC. Un modello di governance senza costi, basato sulle sinergie tra enti, imprese e terzo settore, per stimolare la ripresa e contrastare lo spopolamento
di REDAZIONE
– CENTRACHE (CZ) – 31 MAGGIO 2026 – Un segnale di reattività e visione strategica che parte dai piccoli centri, dimostrando come le leve immateriali dello sviluppo — come la coesione e la responsabilità sociale — stiano diventando centrali nell’agenda dei territori. La Giunta Comunale di Centrache, guidata dal sindaco Fernando Sinopoli, ha approvato all’unanimità l’adesione all’iniziativa “Alleanza per il Bene Comune”, un progetto trasversale promosso dal MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale) della Diocesi di Catanzaro – Squillace.
L’atto, dichiarato immediatamente esecutivo, si inserisce in una cornice istituzionale coordinata, sollecitata direttamente dalla stessa Prefettura di Catanzaro per favorire un fronte comune tra pubblico, privato e società civile.
Un modello sussidiario a costo zero
In una fase economico-sociale complessa per le aree interne della Calabria, la scelta dell’amministrazione comunale Sinopoli punta sul superamento dell’isolamento istituzionale. La delibera non è un semplice manifesto di intenti: la giunta ha infatti evidenziato con forza come questa iniziativa “non comporti alcun onere finanziario né vincoli organizzativi” per le casse municipali.
L’obiettivo cardine è la creazione di una rete ampia, trasversale e inclusiva in grado di connettere stabilmente le amministrazioni locali con le realtà produttive, gli ordini professionali, le università e il terzo settore. Si tratta di un modello di governance collaborativa orientato a superare quella “rassegnazione” culturale ed economica che spesso frena lo sviluppo dei piccoli borghi.
Le figure chiave della governance
L’operatività del progetto sul piano locale viene affidata alla tecnocrazia interna del Comune, per garantire massima concretezza amministrativa. La delibera ha individuato il referente comunale per il “Bene Comune” nella figura del dottor Maurizio Marchese, attuale Responsabile dell’Area Finanziaria e del Servizio, il quale ha già espresso parere favorevole di regolarità tecnica sull’atto. Marchese agirà come snodo di raccordo tra l’amministrazione e la fitta rete dei soggetti aderenti alla piattaforma della diocesi.
Le dichiarazioni e il Patto di corresponsabilità
Dall’analisi della delibera emerge chiaramente la volontà politica di posizionare l’ente fuori dalle logiche di schieramento, puntando sull’efficacia delle sinergie territoriali. Nel testo ufficiale approvato dalla Giunta si legge infatti espressamente:
“Tale iniziativa non si configura come un soggetto di parte, né come una struttura sovrapposta alle competenze degli Enti Locali, ma tende a rafforzare la cultura del Bene Comune promuovendo una collaborazione attiva tra le Istituzioni e la società civile.”
Il documento è stato già trasmesso sia alla Prefettura sia al Movimento Ecclesiale per l’immediato avvio dei tavoli di coordinamento.