STRETTA DEL TRIBUNALE DI CATANZARO: SCATTANO TRE SORVEGLIANZE SPECIALI PER VIOLENZE IN FAMIGLIA
Maltrattamenti su mogli e figli, scattano divieti e controlli rafforzati: “Pericolosità sociale concreta e attuale”
di REDAZIONE
– PRESERRE (CZ) – 22 FEBBRAIO 2026 –Il Tribunale di Catanzaro ha disposto tre misure di Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza nei confronti di altrettanti uomini ritenuti socialmente pericolosi per maltrattamenti in famiglia. I provvedimenti accolgono le proposte avanzate dal Questore, fondate sull’attività istruttoria della Sezione Misure di Prevenzione della Divisione Polizia Anticrimine.
Secondo quanto emerge dagli atti, i giudici hanno ravvisato una condotta «aggressiva, minacciosa e violenta» reiterata nel tempo, tale da giustificare un controllo rafforzato e misure restrittive finalizzate a prevenire ulteriori episodi.
Badolato e Borgia: due casi di violenza reiterata
Le prime due misure riguardano un 46enne residente a Badolato e un 34enne residente a Borgia.
Nel primo caso, il Tribunale ha valutato «la riprovevole condotta» dell’uomo nei confronti della moglie e del figlio minore, proseguita anche dopo la separazione. Le risultanze parlano di violenza fisica e psicologica, insulti e minacce ripetute. Dalla valutazione della personalità sarebbe emerso un soggetto «particolarmente irascibile e incline a condotte aggressive con carattere di abitualità».
Nel secondo caso, il 34enne è ritenuto gravemente indiziato di maltrattamenti e lesioni aggravate ai danni della moglie convivente. Nonostante fosse già destinatario di un divieto di avvicinamento, avrebbe continuato a porre in essere comportamenti vessatori e aggressivi, provocando nella donna «un profondo stato di paura e prostrazione», con ricadute anche sui figli minori.
Montauro: sorveglianza prorogata per un 42enne
Il terzo provvedimento riguarda un 42enne di Montauro, già sottoposto dal 2024 alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno e al divieto di avvicinamento alla persona offesa.
Secondo gli atti, l’uomo avrebbe maltrattato in modo sistematico la coniuge, con minacce e percosse anche davanti ai figli. Il Tribunale ha deciso di riconfermare la misura ritenendo necessario «un ulteriore periodo di osservazione e controllo», alla luce di «elementi sintomatici di pericolosità sociale» e di una «marcata inclinazione al compimento di atti lesivi dell’integrità personale altrui».
Divieti, prescrizioni e ritiro dei documenti
Le misure prevedono una vigilanza rafforzata da parte delle forze dell’ordine, con l’imposizione di specifici divieti e prescrizioni: divieto di avvicinamento alle persone offese e ai luoghi da esse frequentati; divieto di comunicazione con qualsiasi mezzo; ritiro dei documenti validi per l’espatrio.
«I provvedimenti emessi confermano la massima attenzione nei confronti dei casi di violenza domestica», sottolineano ambienti investigativi, ribadendo l’invito a segnalare tempestivamente ogni segnale riconducibile a situazioni di violenza in ambito familiare.

















