Tra fede, sport e comunità, una domenica che educa alla gioia condivisa. Cresce l’attesa per il prossimo 1 febbraio
di REDAZIONE
– SOVERATO (CZ) – 13 GENNAIO 2026 – Soverato si prepara a vivere una giornata di festa e partecipazione con il ritorno della Stra Don Bosco, in programma domenica 1 febbraio 2026, su iniziativa dell’Oratorio Salesiano San Domenico Savio. Un evento che, anno dopo anno, si conferma molto più di una semplice corsa: è un’esperienza comunitaria che intreccia attività sportiva, spiritualità e socialità, nel solco della tradizione salesiana.
Il cuore della giornata
La manifestazione si aprirà alle ore 10:00 con la Santa Messa, momento di raccoglimento e condivisione che rappresenta il centro simbolico dell’intera giornata. Alle ore 11:00, da Piazza Maria Ausiliatrice, prenderà il via la corsa podistica non agonistica, aperta a bambini, giovani, famiglie e adulti.
Iscrizioni e quote
Le iscrizioni sono già aperte presso l’Oratorio. La quota di partecipazione è fissata in 10 euro per i singoli, con una riduzione a 5 euro per il secondo fratello o sorella. È previsto anche un pacchetto famiglia, che stabilisce 10 euro per gli adulti e 5 euro per i figli, a sostegno di una partecipazione davvero inclusiva.
Premi e riconoscimenti
Al termine della corsa si svolgerà la cerimonia di premiazione, con riconoscimenti per i primi tre classificati di ogni categoria maschile e femminile, oltre a un momento dedicato alle famiglie partecipanti, segno distintivo dello spirito dell’iniziativa.
Lo spirito salesiano
«La Stra Don Bosco non è solo sport, ma un’occasione educativa», spiegano gli organizzatori. «Correre insieme significa stare insieme, condividere valori positivi e riscoprire la comunità come luogo di crescita per tutti».
Un messaggio che richiama direttamente il carisma di Don Bosco, fondato sull’allegria, sulla partecipazione e sull’educazione integrale della persona.
Una festa aperta a tutti
Aperta a sportivi e non, la Stra Don Bosco si propone come una festa collettiva, capace di coinvolgere l’intera città e di trasformare una mattinata di sport in un’esperienza di appartenenza e condivisione.