“SEMPRE ALLEGRI, VERSO L’ALTO”: A TORRE DI RUGGIERO IL CAMPO ACR NEL SEGNO DI PIER GIORGIO FRASSATI
Quasi quaranta ragazzi dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace hanno partecipato al campo diocesano dell’Azione Cattolica Ragazzi, tra fede, gioco e servizio
di REDAZIONE
– TORRE DI RUGGIERO (CZ) – 7 SETTEMBRE 2026 – Si è concluso domenica 30 agosto, a Torre di Ruggiero, nel Catanzarese, il Campo diocesano dell’Azione Cattolica Ragazzi dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace. Per alcuni giorni, quasi quaranta ragazzi provenienti dalle diverse realtà del territorio diocesano hanno condiviso un’esperienza costruita attorno a amicizia, gioco, preghiera e scoperta della fede.
Il filo conduttore è stato racchiuso nel tema «Sempre allegri. Verso l’alto con Pier Giorgio», un richiamo alla figura di san Pier Giorgio Frassati e alla sua capacità di vivere la fede senza separarla dalla quotidianità, dalle relazioni e dall’impegno verso gli altri.
Accanto ai ragazzi erano presenti gli educatori e, per la prima volta, anche i nuovi aiuto-animatori. Si tratta di giovani dell’ACR ormai vicini al passaggio nel settore dei giovani e dei giovanissimi, che hanno scelto di affiancare i più piccoli. Il campo ha così rappresentato anche un primo esercizio di responsabilità e servizio, inserito nella continuità del percorso associativo.
Pier Giorgio Frassati e la sfida di crescere
La figura di Frassati ha accompagnato l’intero itinerario educativo. Il riferimento al suo desiderio di puntare “verso l’alto” è diventato l’occasione per parlare ai ragazzi di coraggio, crescita personale e fede.
Il percorso ha cercato di mettere i partecipanti nelle condizioni di interrogarsi su ciò che sono, sulle relazioni con gli altri e sul ruolo che ciascuno può assumere all’interno della propria comunità. Non soltanto destinatari di attività organizzate, dunque, ma protagonisti di un’esperienza condivisa.
Tra gli appuntamenti del campo anche l’incontro con l’Arcivescovo di Catanzaro-Squillace, S.E. Mons. Claudio Maniago, che ha trascorso alcuni momenti con i ragazzi proponendo spunti di riflessione legati soprattutto al rapporto tra coraggio e fede.
Da “Up” alla montagna: il linguaggio dell’avventura
Per rendere il percorso più vicino all’immaginario dei partecipanti, gli educatori hanno utilizzato anche il cinema d’animazione. I protagonisti di “Up”, Karl e Russell, sono diventati compagni ideali di viaggio durante giochi, prove e attività.
La loro storia, fondata sull’incontro tra due persone molto diverse che imparano progressivamente a collaborare, è stata utilizzata come chiave per affrontare il tema dello stare insieme.
Anche un oggetto semplice come il moschettone ha assunto un significato simbolico. Il riferimento è alla passione di Pier Giorgio Frassati per la montagna: il moschettone richiama così i legami che permettono di sostenersi reciprocamente durante una salita.
Cambiare prospettiva senza dimenticare la propria storia
Il cammino proposto ai ragazzi non è stato presentato come una rottura con ciò che viene prima, ma come la possibilità di rileggere la propria esperienza da una prospettiva diversa.
«La gioia della vetta è scoprirti cambiato» era il verso dell’inno del Campo, scelto per accompagnare questa parte del percorso. L’esperienza di Karl, capace di restare fedele a una promessa, è stata accostata alla fedeltà di Pier Giorgio e quindi al significato della promessa cristiana.
Il riferimento è al percorso sacramentale che parte dal Battesimo e prosegue nella Cresima, inteso come cammino di affidamento a Dio, sequela e testimonianza nella vita quotidiana.
In questo modo il campo ha provato a tenere insieme linguaggi differenti: da una parte le esperienze familiari ai ragazzi, dall’altra i contenuti della proposta educativa e dell’annuncio cristiano.
La fede passa anche dalla musica e dalla creatività
Uno dei momenti dedicati alla riflessione, il cosiddetto “deserto”, è stato guidato da don Gianluca Russo, assistente diocesano ACR, che ha accompagnato i ragazzi durante l’intero campo.
La Parola di Dio è stata proposta insieme a strumenti espressivi più vicini alla sensibilità contemporanea: musica, emozioni e contenuti digitali sono entrati nelle attività senza essere considerati elementi estranei al percorso spirituale.
Tra le esperienze realizzate anche un TikTok di gruppo, pensato come occasione per sperimentare un diverso modo di comunicare e condividere quanto vissuto. Un utilizzo degli strumenti digitali inserito quindi all’interno delle attività del campo e non separato dal percorso educativo.
Ragazzi protagonisti, tra gioco e preghiera
Il programma ha alternato preghiera, meditazione, gioco e creatività. Un ulteriore esempio del coinvolgimento diretto dei partecipanti è arrivato dalla coreografia realizzata autonomamente dai ragazzi per accompagnare l’inno del Campo.
La scelta ha dato loro uno spazio concreto di iniziativa, trasformandoli da semplici destinatari delle proposte in parte attiva dell’esperienza.
Anche le differenze individuali hanno trovato spazio nel percorso. Capacità, fragilità e modi diversi di partecipare sono stati letti all’interno della dimensione comunitaria, nella quale l’aiuto reciproco diventa parte dell’esperienza educativa.
L’esperienza si è conclusa il 30 agosto
Il Campo diocesano dell’ACR si è chiuso domenica 30 agosto a Torre di Ruggiero, dopo giorni nei quali l’attività educativa ha intrecciato dimensione spirituale, relazionale e ricreativa.
L’esperienza ha coinvolto quasi quaranta ragazzi insieme agli educatori e ai nuovi aiuto-animatori, confermando anche il passaggio progressivo dei più grandi verso un ruolo di servizio nei confronti dei più piccoli.
Il campo si è quindi concluso all’interno del percorso ordinario dell’Azione Cattolica Ragazzi dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, lasciando ai partecipanti le esperienze maturate durante le giornate vissute insieme.

















