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SCUOLA, LEGALITÀ E REFERENDUM: AL DON BOSCO DI SOVERATO STOP AL PROGETTO DOPO LE POLEMICHE

Il liceo salesiano sospende l’iniziativa con la Camera penale di Catanzaro.Il dirigente: scuola super partes, spazio anche al Comitato del No

di REDAZIONE

 –  SOVERATO (CZ) –  28 GENNAIO 2026 –  All’istituto Don Bosco di Soverato il progetto di educazione alla legalità promosso insieme alla Camera Penale di Catanzaro “Cantafora” viene sospeso. La decisione arriva dopo giorni di polemiche, rilanciate anche da quotidiani locali e nazionali, legate ai contenuti emersi durante il primo incontro del percorso formativo “Il diritto di avere diritti”.

A chiarire la posizione della scuola è il dirigente scolastico Domenico Agazio Servello, che il 26 gennaio 2026 diffonde una lettera aperta per ricostruire l’origine dell’iniziativa e le ragioni che hanno portato allo stop.

L’adesione “in assoluta buona fede”

Nella lettera, Servello spiega che l’adesione al progetto, destinato alle classi del triennio del liceo classico, è avvenuta “in assoluta buona fede”, riconoscendone il valore formativo e la coerenza con i percorsi di educazione civica già presenti nell’offerta didattica dell’istituto.

Il dirigente sottolinea come la proposta si inserisse in una collaborazione più ampia con il mondo delle professioni giuridiche, già sperimentata in altre realtà territoriali con finalità esclusivamente didattiche e culturali. “La scuola ha sempre operato e continua ad operare in posizione di imparzialità rispetto a temi di natura politica e/o referendaria”, scrive Servello, precisando che l’obiettivo era lo studio dei principi costituzionali e la promozione della cultura della legalità.

Il primo incontro e i contenuti contestati

Il progetto prevedeva due incontri. Il primo si è svolto il 21 gennaio 2026 ed è stato dedicato all’analisi degli articoli 24, 25, 27 e 111 della Costituzione, con un approfondimento sulle fasi del processo penale e sul modello accusatorio introdotto in Italia nel 1988. L’obiettivo dichiarato era fornire agli studenti strumenti di comprensione del sistema giudiziario, anche attraverso il confronto con modelli inquisitori.

Secondo quanto riferisce il dirigente, nel corso di questo primo appuntamento si sono però registrati interventi che “per contenuti e modalità espressive” si sono in parte discostati dall’impostazione strettamente didattica prevista, toccando temi di attualità oggetto di dibattito pubblico.

La scuola rivendica la neutralità

Servello chiarisce che le considerazioni emerse durante l’incontro sono da attribuire “esclusivamente alla responsabilità individuale dei relatori” e non rappresentano in alcun modo la posizione dell’istituto. “La scuola Don Bosco è, vuole e deve restare super partes”, scrive il dirigente, ribadendo la necessità di garantire un ambiente neutrale, pluralista e formativo.

Alla luce delle polemiche, la direzione scolastica ha quindi avviato una valutazione interna sull’opportunità di proseguire il percorso con le stesse modalità.

La sospensione e l’ipotesi di nuovi incontri

La conclusione della lettera ufficializza la decisione: il progetto viene sospeso nella sua forma attuale. L’obiettivo dichiarato è “preservare un clima sereno” e garantire in modo inequivocabile la neutralità dell’ambiente scolastico.

Il dirigente apre però alla possibilità di un futuro momento di approfondimento, impostato in forma esclusivamente informativa e coerente con il contesto scolastico, precisando l’intenzione di “offrire analogo spazio informativo a un rappresentante del Comitato del No”.

Servello ribadisce infine che ogni iniziativa extracurricolare dell’istituto Don Bosco ha come unica finalità la promozione di conoscenza, consapevolezza civica e capacità di analisi critica negli studenti, senza alcuna adesione a posizioni politiche o referendarie.