Il movimento civico replica con sarcasmo alle accuse denunciando la “personale e creativa interpretazione” del Testo Unico degli Enti Locali da parte dell’amministrazione Donato. Dal tentato sequestro di telefoni alla mancata convocazione dei Consigli, l’opposizione chiede l’intervento del Prefetto e il ripristino della trasparenza in aula
di REDAZIONE
– CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 9 GIUGNO 2025 – Una giornata politica già infuocata a Chiaravalle Centrale si arricchisce di un nuovo, aspro capitolo. Dopo le denunce di un consigliere comunale sul “quadro economico disastroso” delle casse comunali e la richiesta di dimissioni del sindaco Domenico Donato per i suoi “reiterati comportamenti sopra le righe”, il movimento civico “Radici e Ali” interviene con una nota che non lascia spazio a interpretazioni, rivolgendosi alla giovane portavoce della maggioranza.
La Replica di Radici e Ali: Tra Sorpresa e Sarcasmo
“In una giornata politica segnata dalla denuncia… apprendiamo con stupore e sincera gratitudine che la giovane portavoce della maggioranza trovi il tempo per dedicare attenzione al nostro movimento – esordisce “Radici e Ali – Un gesto che ci inorgoglisce e ci induce a una puntuale replica. La giovane portavoce, che stimiamo per la simpatia, ha l’abitudine singolare di firmarsi ‘la maggioranza’, ma poi si dichiara sorpresa che il nostro movimento si firmi con il proprio nome! Una stranezza, in effetti: ci chiamano Radici e Ali e ci firmiamo Radici e Ali. Faremo autocritica.”
Il Tuel “Versione Chiaravallese”: Poteri da Magistrato
Il comunicato affonda il colpo sulla gestione amministrativa e sul rispetto delle norme. “Ma il capolavoro – prosegue la nota – arriva con la personale e creativa interpretazione, da parte della giovane e rampante giurista, del Testo Unico degli Enti Locali, che a Chiaravalle pare avere una sua versione tutta particolare”. Secondo “Radici e Ali”, nella “versione chiaravallese del Tuel“, il sindaco Donato “sembra dotato di tutti i poteri propri di un magistrato: può disporre addirittura sequestri di telefoni, in barba al codice di procedura penale”. Un riferimento chiaro al recente episodio che ha visto il tentativo di sequestro del cellulare di un cittadino durante una seduta.
La denuncia prosegue: “Chiaravalle è sempre lo stesso Comune in cui le scadenze amministrative slittano senza alcuna conseguenza (vedi anche il recente Rendiconto), e dove i consigli comunali richiesti espressamente ai sensi del TUEL nazionale… semplicemente non vengono convocati”. Il movimento civico sottolinea l’indignazione per le “presunte interruzioni di pubblico servizio dovute a presunte registrazioni audio”, contrapponendola a un fatto “documentabile e gravissimo” che sarebbe stato taciuto: “durante una famigerata seduta ufficiale del consiglio comunale sia intervenuta direttamente in aula una parente stretta del sindaco, senza alcun titolo, episodio ovviamente omesso da tutti i verbali ufficiali.”
Appello alla Trasparenza e Richiesta di Intervento al Prefetto
Sorvolando sulla “confusione… tra dialettica democratica e personalismi”, “Radici e Ali” ribadisce la propria intenzione di “continuare a porre domande pubbliche e circostanziate”, lamentando che “le risposte arrivano come se il Comune fosse una proprietà di famiglia”. Il movimento lancia una sfida diretta: “Ma se davvero non c’è nulla da nascondere, ci permettiamo una domanda semplice: perché non ripristinare la trasmissione integrale delle sedute consiliari? Cosa c’è da temere? C’è la paura che ogni cittadino possa giudicare da sé?”.
A chiudere il comunicato, una citazione “dedicata con affetto” all’intera amministrazione: “La politica è l’arte di governare con la ragione, diceva qualcuno che di politica ne masticava tanta. A Chiaravalle, invece, sembra ormai diventata più una recita scolastica messa in scena da attori dilettanti e andata fuori copione”. Infine, “Radici e Ali” annuncia un passo formale: tramite il proprio rappresentante consiliare Claudio Foti, chiederà al Prefetto “di capire come sia possibile che il Tuel applicato a Chiaravalle Centrale presenti così evidenti differenze rispetto a quello in vigore nel resto della Repubblica Italiana“.