Mobilitazione in diverse città calabresi nella giornata dello sciopero generale proclamato dall’Usb. A Catanzaro corteo nel centro storico, a Cosenza protesta allo svincolo dell’A2 e a Vibo Valentia studenti in marcia contro l’aumento dei prezzi e le difficoltà delle famiglie
di REDAZIONE
– PRESERRE (CZ) – 30 OTTOBRE 2026 – La Calabria si mobilita contro il caro vita nella giornata dello sciopero generale proclamato dall’Usb. Nella mattinata del 30 ottobre 2026, circa duecento persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata a Catanzaro, coinvolgendo studenti, lavoratori, rappresentanti sindacali e realtà associative e politiche.
Il corteo ha attraversato corso Mazzini, nel centro storico, dopo il concentramento iniziale in piazza Matteotti. La manifestazione si è poi diretta verso piazza Prefettura, accompagnata da striscioni e slogan contro l’aumento del costo della vita.
Alla mobilitazione hanno preso parte studenti e studentesse di diversi istituti cittadini: il liceo classico, il liceo scientifico Siciliani-De Nobili, gli istituti tecnici biologico e tecnologico e l’istituto tecnico commerciale. Presenti anche aderenti all’Usb, esponenti di Potere al Popolo, Alleanza Verdi e Sinistra e Arci.
La protesta degli studenti a Catanzaro: “Più risorse per istruzione e sanità”
Tra le questioni portate in piazza non c’è soltanto l’aumento dei prezzi. I manifestanti contestano anche le priorità della spesa pubblica e le condizioni dei servizi essenziali, a partire dalla sanità e dall’istruzione.
Amina Mohamoud Jama, studentessa dell’ultimo anno del liceo classico e tra le organizzatrici della manifestazione, ha spiegato che le motivazioni della protesta si inseriscono in un movimento di mobilitazione che, secondo quanto riferito, interessa da settimane anche altri territori italiani ed europei.
Nel suo intervento ha evidenziato il contrasto tra le risorse destinate ai conflitti armati e quelle necessarie per garantire opportunità formative e servizi pubblici. Ha inoltre richiamato le difficoltà incontrate dai cittadini nell’accesso alle prestazioni sanitarie, citando i tempi di attesa che, anche a Catanzaro, possono arrivare a un anno o superarlo per alcune visite mediche.
La questione sanitaria diventa così uno degli elementi centrali delle rivendicazioni studentesche, insieme alla richiesta di maggiori investimenti nella formazione e nell’istruzione.
Caro vita e diritto di manifestare: le altre rivendicazioni
La protesta riguarda direttamente anche le condizioni economiche di lavoratori e famiglie. L’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e dei carburanti viene indicato dai partecipanti come un problema che incide sulla quotidianità, riducendo il potere d’acquisto e rendendo più difficili anche gli spostamenti per motivi di studio e lavoro.
Jama ha inoltre criticato il modo in cui, a suo giudizio, vengono raccontate alcune manifestazioni pubbliche. Secondo la studentessa, una parte della rappresentazione mediatica tende a concentrarsi sugli episodi di violenza, trascurando la partecipazione pacifica di chi scende in piazza per esercitare un diritto costituzionale.
Il tema della libertà di manifestazione si aggiunge quindi alle richieste economiche e sociali che hanno caratterizzato la giornata di mobilitazione.

In 600 a Crotone fra giovani e lavoratori
“Ho 10 anni e sciopero per il mio domani”. Questo, invece, lo slogan, portato in corteo da due alunni della scuola primaria, che ha caratterizzato la manifestazione di Crotone organizzata in concomitanza con lo sciopero generale indetto dall’Usb.
Circa 600 persone hanno preso parte al corteo nel corso del quale, soprattutto i giovani, hanno chiesto garanzie per il proprio futuro e un cambio di rotta negli investimenti statali, un concetto riassunto nel grande striscione che apriva il corteo: “Soldi alla scuola non alla guerra”.
La dimostrazione si è svolta in modo pacifico. I ragazzi hanno voluto esprimere la preoccupazione per il carovita e le difficoltà economiche delle famiglie. Lo hanno fatto attraverso numerosi cartelloni: “Non siamo una spesa da tagliare”; “Non si vive, si sopravvive”; “Per fare un pieno serve un prestito, per vivere un miracolo”.
La manifestazione, partita da piazzale Nettuno e giunta in piazza della Resistenza, ha raccolto l’appoggio della città.
Durante il passaggio del corteo nel centro cittadino, diverse saracinesche delle attività commerciali sono state abbassate in segno di solidarietà verso i manifestanti. Quella crotonese è stata una piazza trasversale. A comporre il corteo, al fianco degli studenti, c’erano mamme, papà e docenti, uniti in un unico fronte con gli agricoltori che hanno sfilato a bordo dei loro trattori per ribadire la loro protesta che prosegue da settimane contro l’innalzamento dei costi del gasolio.
Una convergenza di istanze sociali che ha visto la partecipazione attiva anche di numerosi rappresentanti di comitati civici e associazioni locali, esponenti di alcune forze politiche e consiglieri comunali di Crotone.
Cosenza, protesta allo svincolo dell’A2: disagi alla circolazione
Momenti di tensione sono stati segnalati anche a Cosenza, dove i manifestanti hanno raggiunto la rotatoria in prossimità dello svincolo dell’autostrada A2 del Mediterraneo.
La presenza dei partecipanti ha provocato rallentamenti alla circolazione, con una lunga coda di veicoli in uscita dall’autostrada. Si sono registrati anche alcuni momenti di confronto con le forze dell’ordine quando una parte dei dimostranti ha tentato di avvicinarsi alla rampa di accesso all’autostrada.
L’intervento degli agenti ha impedito che il gruppo proseguisse in quella direzione. Al momento descritto nella ricostruzione della giornata non risultavano particolari criticità.
La mobilitazione cosentina ha coinvolto diverse migliaia di persone tra studenti, lavoratori, docenti delle scuole e universitari. Presenti anche agricoltori con i trattori, autotrasportatori, piccoli imprenditori, attivisti e rappresentanti sindacali.
Vibo Valentia, studenti in corteo contro prezzi e carburanti
La protesta ha interessato anche Vibo Valentia, dove gli studenti di diversi istituti superiori hanno attraversato il corso principale della città con cartelli, striscioni e slogan contro il carovita e il rincaro dei carburanti.
Tra gli striscioni presenti durante la manifestazione è comparso quello del liceo scientifico Giuseppe Berto. I ragazzi hanno portato in piazza le difficoltà economiche delle famiglie, esprimendo solidarietà nei confronti di lavoratori, agricoltori e autotrasportatori.
Per alcuni partecipanti, l’appuntamento del 30 ottobre rappresenta la prosecuzione di un percorso di mobilitazione già avviato nei giorni precedenti, con la partecipazione ai presìdi organizzati presso lo svincolo autostradale di Sant’Onofrio.
A Lamezia Terme presidio davanti all’ospedale
Anche a Lamezia Terme il sindacato è sceso in piazza con un presidio all’ingresso dell’ospedale.
Slogan “contro – hanno spiegato gli organizzatori – l’economia di guerra, il carovita, la perdita del potere d’acquisto e il progressivo impoverimento dei servizi pubblici”. Usb-Pi Sanità Calabria ha aderito aderito alla mobilitazione nazionale “per rivendicare un cambio di rotta nelle politiche economiche e sociali del Paese.
Perché abbiamo scelto proprio un ospedale? Perché senza cure non esiste futuro. E senza una sanità pubblica accessibile a tutti, il diritto alla salute rischia di trasformarsi in un privilegio riservato a chi può permetterselo. Abbiamo scelto l’ospedale perché la sanità pubblica è uno dei settori che più ha pagato le politiche di tagli e contenimento della spesa: carenze di personale, liste d’attesa, servizi insufficienti e cittadini costretti sempre più spesso a rivolgersi al privato o a rinunciare alle cure”. “Ma lo sciopero di oggi – hanno proseguito – non riguarda soltanto la sanità. Riguarda tutto il pubblico impiego e l’intera cittadinanza.
Riguarda chi lavora nella scuola, negli enti locali, nei servizi sociali e in tutte le amministrazioni pubbliche. Riguarda chi ogni giorno garantisce diritti e servizi essenziali, spesso con stipendi inadeguati, carichi di lavoro crescenti e risorse insufficienti. E riguarda tutti i cittadini che hanno bisogno di una scuola accessibile, di servizi efficienti, di assistenza e di risposte concrete ai propri bisogni. Mentre salari e pensioni perdono potere d’acquisto e il costo della vita continua a crescere, si prospettano ingenti risorse per il riarmo. Noi crediamo che le priorità debbano essere altre: investire nella salute, nell’istruzione, nel welfare, nel lavoro e nella dignità delle persone”.
“Non accettiamo che si trovino risorse per le armi e si chiedano sacrifici a chi lavora e a chi ha bisogno dei servizi pubblici. E proprio qui, davanti ad un ospedale – hanno concluso – vogliamo lanciare un messaggio che va oltre ogni categoria professionale, parlando a tutta la società: meno bombe, più nascite, meno armi, più cure. Abbassiamo le armi e alziamo i salari”.
Una mobilitazione che coinvolge studenti, famiglie e lavoratori
Dai presìdi stradali alle manifestazioni nei centri urbani, la giornata di sciopero ha riunito categorie diverse intorno a questioni economiche e sociali comuni.
A Vibo Valentia, gli studenti hanno richiamato in particolare il peso dell’aumento della spesa alimentare e dei carburanti sui bilanci familiari, sottolineando le conseguenze che il rincaro dei prezzi può avere anche sulla possibilità di frequentare le scuole e raggiungere i luoghi di studio.
A Catanzaro, invece, alle rivendicazioni contro il caro vita si sono affiancate quelle relative alla sanità pubblica, all’istruzione e al diritto di manifestare. A Cosenza la mobilitazione ha coinvolto anche il comparto agricolo e quello dei trasporti, con ripercussioni temporanee sulla viabilità.
Le iniziative nelle tre città si inseriscono nello sciopero generale proclamato dall’Usb per il 30 ottobre, con la partecipazione di studenti, lavoratori e diverse componenti del tessuto sociale calabrese.

