SANT’ANDREA DELLO IONIO SVELA I SUOI TESORI TRA PALAZZI NOBILIARI, CHIESE AFFRESCATE E VICOLI ANTICHI: UN VIAGGIO NEL CUORE PIÙ SEGRETO DELLA CALABRIA
Dalla dimora della baronessa Scoppa alla costa delle tartarughe: le Giornate di Primavera aprono storia, arte e natura nel borgo medievale affacciato sul Golfo di Squillace
di REDAZIONE
– SANT’ANDREA APOSTOLO DELLO IONIO (CZ) – 16 MARZO 2026 – Sant’Andrea Apostolo dello Ionio conserva un fascino unico grazie alla sua struttura medievale di borgo murato, con edifici strettamente addossati e stradine che si intrecciano tra salite e discese, aprendo improvvisamente scorci mozzafiato.
Ogni angolo custodisce storie e tappe da scoprire. Tra le attrazioni principali il grandioso palazzo Scoppa, abitato fino al 1910 dalla Baronessa Enrichetta, che condusse una vita ritirata ed ospitò,coabitandovi,il Convento delle Suore Riparatrici. Queste, alla sua morte, lo ereditarono con l’impegno di ospitare un Orfanotrofio.
L’appartamento della Baronessa Scoppa è rimasto inalterato da oltre un secolo. Nelle ampie stanze comunicanti si conservano mobili di pregio, suppellettili, ricordi di famiglia, come la papalina di Papa Leone XIII, un rarissimo armadio-carillon e dipinti di notevole valore, tra cui una splendida Pala degli Arcangeli di scuola michelangiolesca, attribuita a Bernardino Barbatelli, detto il Poccetti, noto a Firenze come Bernardino delle Grottesche.
L’edificio, dotato di un monumentale portale, presenta una pianta rettangolare con cappella affacciata su un ampio cortile.
Sul lato orientale si apre un magnifico loggiato, tra i più belli di Calabria con vista sul Golfo di Squillace, sostenuto da sedici colonne in granito e pavimentato, come gran parte del piano nobile, con splendide maioliche policrome dipinte a mano del XVIII secolo (il dott. Domenico Pisani guiderà una visita speciale). Proseguendo il percorso: il Palazzo Jannoni, la Torre dell’Orologio, unica superstite del castello cinquecentesco, e la Chiesa Matrice dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, che custodisce i pastori del Presepe di Vincenzo Zaffino (1865). In un vicoletto la modesta casa della Beata Monachella di San Bruno, Mariantonia Samà.
Ed ancora il Palazzo Damiani, la Chiesa di Sant’Andrea Apostolo interamente affrescata da Grillo e Zimatore, la Chiesa del Sacro Cuore attigua al Collegio/Convento dei Padri Redentori e numerose altre chiesette di antica devozione. Sant’Andrea è anche patria di artigianato: tra le vie lastricate si trovano i laboratori degli stovigliai, e il Museo della Memoria, con attrezzi della civiltà contadina.
In Marina, la Riserva Naturale Regionale, riconosciuta come Luogo del Cuore FAI, tutela tratti incontaminati della costa ionica con dune, vegetazione spontanea e fauna selvatica, tra cui le tartarughe caretta-caretta (è prevista una passeggiata guidata dalla d.ssa Menniti). Da non dimenticare la Chiesa di S. Maria di Campo, immersa nella campagna, costruita dai monaci basiliani tra il X e il XIII secolo, con i suoi affreschi bizantini dove il dott. Giuseppe Mantella.
Le Giornate di Primavera a Sant’Andrea, in programma i prossimi 21 e 22 marzo, permetteranno di immergersi nella bellezza autentica del territorio e di vivere un’esperienza completa tra percorsi culturali, paesaggistici e storici, leggende antiche, laboratori artigianali e degustazioni di specialità locali.

















