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SANITÀ, LA SFIDA DELLE MONTAGNE: UNA PROPOSTA DI LEGGE POPOLARE PER QUATTRO OSPEDALI SPOKE IN CALABRIA

Un’unica azienda ospedaliera per Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli: più servizi, più medici, meno disuguaglianze territoriali

di REDAZIONE

 –  PRESERRE (CZ) –  2 FEBBRAIO 2026 –  È stata depositata ieri al Consiglio regionale della Calabria una proposta di legge di iniziativa popolare che punta a ridisegnare il futuro della sanità nelle aree montane. A promuoverla è il comitato La Cura, che chiede la riorganizzazione e il potenziamento degli ospedali di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli, con la loro trasformazione in ospedali spoke, strutture pienamente attrezzate e oggi considerate indispensabili per garantire il diritto alla salute nei territori interni.

Un’unica azienda ospedaliera

Il cuore del testo è l’istituzione di una Azienda ospedaliera unica per la gestione dei quattro presìdi montani calabresi. Una scelta che, secondo i promotori, permetterebbe una maggiore disponibilità di personale medico, una razionalizzazione dei costi e una gestione più efficiente delle risorse, superando la frammentazione che negli anni ha indebolito l’offerta sanitaria.

La raccolta firme

Fra dieci giorni il Consiglio regionale procederà alla vidimazione delle schede per la raccolta delle 5mila firme necessarie alla presentazione formale della legge. La campagna partirà contestualmente in tutta la regione, con l’obiettivo di coinvolgere cittadini, associazioni e amministratori locali.

Il progetto e i suoi autori

Il testo è stato redatto dal medico Tullio Laino, esperto di diritto sanitario, e rappresenta l’evoluzione di un progetto elaborato negli anni insieme al chirurgo del Policlinico Gemelli Giuseppe Brisinda e al giornalista Emiliano Morrone, da tempo impegnato sui temi della sanità calabrese.
Una prima versione era stata illustrata nel 2020 al Consiglio comunale di San Giovanni in Fiore e alle organizzazioni sindacali, ma allora la politica scelse una soluzione più ridimensionata.

La svolta

L’attuale proposta introduce un cambio di passo netto: gestione unitaria e ospedali dotati di Chirurgia generale, Terapia intensiva e Cardiologia interventistica. “La cosa migliore da fare è approvare ora questo articolato di legge regionale, alla luce dell’indirizzo politico dell’attuale governo nazionale, che sembra voler premiare i grandi ospedali e abbandonare i più piccoli al loro destino», afferma Tullio Laino.

Le voci dei territori

Per Giovanni Iaquinta, referente del comitato per San Giovanni in Fiore, «non può esistere un sistema di emergenza-urgenza senza ospedali realmente attrezzati, capaci di curare i pazienti sul posto».
Alessandro Sirianni, per Soveria Mannelli, sottolinea che «dopo 16 anni di gestione commissariale della sanità calabrese è arrivato il momento di dare risposte vere alle aree montane».
Secondo Silvio Tunnera, rappresentante dell’area di Acri, «questa proposta può sanare una ferita grave, perché le comunità di montagna hanno una dignità costituzionale».
Per Rocco La Rizza, referente di Serra San Bruno, «l’iniziativa popolare dimostra che i territori, uniti, sanno elaborare soluzioni efficaci contro spopolamento e disuguaglianze nell’accesso alle cure».

Un fronte largo

Al deposito della proposta hanno partecipato anche Rosamaria Audino, Ferruccio Codeluppi, Santo Bifano e Riccardo Allevato, componenti del comitato La Cura, a conferma di un fronte ampio che punta a riportare la sanità al centro delle politiche regionali.