Orari violati, incarichi irregolari e sicurezza carente: il “libro bianco” di Anaao-Assomed approda alla Camera e denuncia un problema strutturale
di REDAZIONE
– PRESERRE (CZ) – 17 DICEMBRE 2025 – Sono quattro le aziende del servizio sanitario regionale calabrese finite quest’anno sotto diffida per reiterate criticità organizzative e contrattuali. A denunciarlo è Anaao-Assomed, che ha presentato alla Camera dei deputati un “libro bianco” dedicato alle inadempienze riscontrate nella gestione del personale dirigente medico e sanitario.
Nel documento vengono indicate come destinatarie della diffida l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, l’Asp di Catanzaro, l’Azienda ospedaliera-universitaria Dulbecco di Catanzaro e il Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria.
Per tutte le altre aziende del servizio sanitario regionale, il sindacato riferisce di aver avviato la contrattazione integrativa aziendale, un percorso che tuttavia risulta ancora non concluso.
Orari di lavoro fuori contratto
Il capitolo più critico riguarda il mancato rispetto dell’orario di lavoro. Nell’Asp di Cosenza, in particolare, sono state rilevate violazioni delle 11 ore di riposo giornaliero previste dalla normativa. Secondo quanto riportato nel libro bianco, sarebbero state superate anche le cinque guardie mensili e le dieci pronte disponibilità stabilite dal contratto nazionale.
Sempre a Cosenza, non risultano definiti in tutte le strutture i contingenti minimi in caso di sciopero; inoltre, alcuni dirigenti avrebbero svolto reperibilità e guardie in sedi diverse da quella di assegnazione. Criticità anche sul fronte degli incarichi professionali, che “non sono stati regolarmente assegnati e attribuiti”.
Catanzaro e Dulbecco: pronte disponibilità e sicurezza
Per quanto riguarda l’Asp di Catanzaro, il sindacato segnala il superamento delle dieci pronte disponibilità mensili consentite dal contratto.
Nell’Azienda ospedaliera-universitaria Dulbecco, invece, emergono più livelli di criticità: dalla mancata definizione dei contingenti minimi in caso di sciopero alla gestione irregolare degli incarichi professionali, fino a una presunta inadeguatezza delle misure per la salute e la sicurezza sul lavoro.
Reggio Calabria: contrattazione mai partita
Il Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria è stato diffidato per un motivo diverso ma altrettanto rilevante: il mancato avvio della contrattazione integrativa aziendale, considerata dal sindacato uno strumento essenziale di tutela per i professionisti.
La denuncia del sindacato
Secondo Anaao-Assomed, “l’organizzazione del lavoro nelle quattro aziende sanitarie diffidate continua a scaricare sui professionisti il peso delle carenze di organico e della programmazione”.
Una situazione che, sempre secondo il sindacato, non può essere letta come episodica: “Questi numeri indicano un problema strutturale e non episodico ed un modello organizzativo che tende a normalizzare prestazioni e disponibilità oltre i limiti contrattuali, con un impatto diretto sulla sicurezza delle cure e degli operatori”.
Nel libro bianco, infine, arriva un monito chiaro: “Se la contrattazione non arriva a conclusione, i professionisti restano esposti a discrezionalità e disomogeneità applicative e il contratto diventa di fatto teorico”.