Nuovo attacco al casello che gestisce l’irrigazione nel comprensorio Reggio Ovest. Il Consorzio di bonifica denuncia un’azione “criminale” che rischia di compromettere l’intera stagione agricola
di REDAZIONE
– ROSARNO (RC) – 18 APRILE 2026 – Un nuovo raid, mirato e distruttivo, ha colpito nella notte il casello di San Ferdinando, nodo strategico dell’impianto irriguo Vena nel comprensorio consortile di Reggio Ovest (Rosarno). Ignoti hanno devastato la struttura, lasciando dietro di sé un bilancio pesantissimo: oltre 500mila euro di danni e decine di aziende agricole improvvisamente senz’acqua.
Non si tratta di un episodio isolato. Già a fine marzo la stessa infrastruttura era stata presa di mira, sempre nelle ore notturne, con modalità analoghe.
Impianti distrutti e territorio in ginocchio
Secondo quanto riferito dal Consorzio di bonifica della Calabria, l’azione ha comportato la rimozione di cavi elettrici, il danneggiamento di pompe e apparecchiature e la compromissione dell’intero sistema di distribuzione idrica.
Un colpo che si ripercuote direttamente su circa 100 ettari di terreni irrigati, mettendo a rischio la continuità produttiva di un’area agricola già fragile.
La denuncia del Consorzio
Il commissario straordinario Giacomo Giovinazzo, in una lettera indirizzata alle istituzioni, parla apertamente di escalation criminale: “Siamo costretti a lanciare un allarme che colpisce ancora una volta le aziende agricole. Oggi sono senza acqua per un nuovo vile attacco di delinquenti incoscienti”.
E ancora, con toni durissimi: “Questa notte un altro intollerabile assalto ha causato danni enormi, rischiando di compromettere irrimediabilmente l’intera stagione irrigua. La sede è stata devastata con una violenza inaudita, barbara, criminale, incappucciata della peggiore tradizione mafiosa”.
Richiesta di intervento alle istituzioni
Nel documento inviato, tra gli altri, al prefetto di Reggio Calabria e alla Regione, Giovinazzo invoca una risposta immediata e coordinata: “Sento la necessità di coinvolgere il vostro autorevole sostegno affinché si attivi una risposta corale, efficace e mirata”. Il riferimento è anche al precedente intervento delle forze dell’ordine, con il supporto dell’Arma dei Carabinieri, che aveva consentito una rapida ripartenza dopo il primo sabotaggio.
Stagione irrigua a rischio
Il timore più concreto riguarda ora l’impatto sul breve periodo. Senza un ripristino rapido, l’intera stagione irrigua potrebbe saltare, con conseguenze economiche rilevanti per agricoltori e filiera locale.Il Consorzio assicura di aver già mobilitato risorse straordinarie, ma l’entità dei danni rende incerti i tempi di recupero.
Un territorio sotto pressione
L’episodio riaccende i riflettori su un’area dove infrastrutture strategiche e attività agricole continuano a essere esposte a atti intimidatori e sabotaggi. Un contesto in cui, come sottolineato dal Consorzio, lavoratori e imprenditori “per bene” rischiano di pagare il prezzo più alto.