RISCOSSIONE A CHIARAVALLE CENTRALE: “RADICI E FUTURO” PORTA I NUMERI AL CENTRO DEL DIBATTITO
Sei domande all’amministrazione comunale. Nel mirino anche l’accesso alla documentazione
di REDAZIONE
– CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 19 AGOSTO 2026 – La riscossione torna al centro del confronto politico a Chiaravalle Centrale. A sollevare il caso è la coalizione civica “Radici e Futuro”, che in un nuovo manifesto mette sotto la lente i dati relativi alle somme riscosse nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2024 e il 3 giugno 2026, concentrando l’attenzione soprattutto sulla quota trattenuta dalla società che gestisce il servizio.
Il numero evidenziato dalla coalizione è 314.909,18 euro, indicato come “importo prelevato dalla società su complessivi 1.424.818,06 euro riscossi”. Una cifra che, secondo i calcoli riportati nel documento, “corrisponde al 22,1% delle somme recuperate vale a dire circa un euro ogni 4,5 euro riscossi”.
Non è però soltanto l’entità dell’importo a finire sotto osservazione. Il punto politico posto da “Radici e Futuro” riguarda soprattutto “la trasparenza dei flussi finanziari, la rendicontazione e l’accessibilità della documentazione relativa alla gestione della riscossione”.
Nel manifesto vengono formulate, una dopo l’altra, sei domande precise rivolte all’amministrazione comunale.
La prima: «Come mai il sindaco e l’amministrazione non hanno mai comunicato il prelievo di 314.909,18 euro da parte della società?».
La seconda riguarda invece l’accesso agli atti: «Come mai non è stato dato accesso ai consiglieri comunali all’estratto conto bancario dedicato?».
Il terzo interrogativo entra nel dettaglio della rendicontazione dell’annualità 2024: «Perché l’annualità 2024 si chiude al 21 dicembre 2024 e non al 31 dicembre? Dove sono finiti gli incassi degli ultimi dieci giorni dell’anno?».
Quarta questione, quella relativa alle somme che resterebbero nella disponibilità dell’ente dopo il prelievo indicato: «La differenza in cassa di 1.109.908,88 euro risulta accertata e incassata in bilancio? Su quali capitoli?».

La quinta domanda investe direttamente il rapporto tra gestione della riscossione e Consiglio comunale: «Esiste una rendicontazione periodica trasmessa al Consiglio comunale? Quando è stata protocollata l’ultima?».
Infine, la coalizione pone una questione più strettamente politica: «Perché non si è voluto fare chiarezza su questa problematica che ha messo in difficoltà molte famiglie chiaravallesi?».
A rendere ancora più acceso il confronto c’è poi il tema dell’accesso alla documentazione amministrativa. “Radici e Futuro” richiama infatti quanto sarebbe avvenuto nel corso di una seduta del Consiglio comunale, dunque in una sede istituzionale, quando il sindaco, nel rivendicare la propria disponibilità alla massima trasparenza, si sarebbe spinto fino ad affermare di non avere alcun problema e che avrebbe potuto consegnare addirittura le credenziali di accesso al protocollo dell’ente e alla PEC istituzionale.
Una disponibilità particolarmente ampia nelle parole, sottolinea oggi la coalizione, alla quale però non sarebbe mai seguito alcun atto concreto di quel tipo.
Ed è proprio su questa distanza tra dichiarazioni pubbliche e possibilità effettiva di verificare gli atti che l’opposizione civica intende ora concentrare l’attenzione. Non una contestazione generica, sostengono i promotori dell’iniziativa, ma la richiesta che ai numeri vengano affiancati documenti, rendicontazioni, movimenti e riferimenti di protocollo verificabili.
Il messaggio conclusivo del manifesto sintetizza la posizione politica di “Radici e Futuro”: «A un’amministrazione che ha le carte in ordine bastano tre righe e un numero di protocollo. Il silenzio, invece, non è distrazione: è una scelta politica. E ogni scelta ha un motivo».

















