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REFERENDUM GIUSTIZIA, VINCE IL NO: QUASI IL 54%. IN CALABRIA SCARTO ANCORA PIÙ NETTO (57,26) – AGGIORNATO –


Nella regione penultima per affluenza il sì prevale solo a Reggio e nella sua provincia

Fonte: ANSA.IT CALABRIA 

 – PRESERRE (CZ) –  23 MARZO 2026 – La Calabria dice no al referendum della giustizia.

Nella regione guidata dal centrodestra a trazione Forza Italia – il 30% di consensi alle regionali dello scorso anno – il 57,26% dei votanti ha bocciato la riforma. L’unica provincia in controtendenza è stata quella di Reggio Calabria, dove il sì prevale con il 53,10% dei consensi (in città il 50,81%) contro il 46,90% dei contrari.

La Calabria non ha brillato per partecipazione, visto che si è posizionata penultima per affluenza con il 48,37%. La Provincia in cui è più netta la vittoria del no è quella di Cosenza con il 63,74%. Poco sotto Catanzaro (59,51%) e Crotone (58,23%), mentre a Vibo Valentia, il no arriva al 56,99%. Un dato che rispecchia quello dei capoluoghi, con Cosenza città che arriva 66,55% di no.

Contrari alla riforma anche nel paese natale del procuratore di Napoli Nicola Gratteri ma per oltre 30 anni impegnato nella lotta alla ‘ndrangheta in Calabria e oggetto di polemiche dal fronte del sì per le sue dichiarazioni durante la campagna referendaria. A Gerace, piccolo paese di poco più di 2.000 abitanti nel reggino, il no ha ottenuto il 67,38% dei consensi. In assenza di dichiarazioni ufficiali dal fronte del sì, sono i rappresentanti del No a intervenire.

Per il procuratore aggiunto di Reggio Calabria e segretario nazionale di Md Stefano Musolino, il risultato “ci consegna una grande responsabilità, perché c’è stato un movimento democratico importante come non si vedeva da anni” che chiama la magistratura “a restare fedele ai principi costituzionali e a interpretarli con rinnovato rigore.

Il che vuol dire che dobbiamo fare i conti con i nostri errori, capire come migliorare per essere degni della fiducia che questo voto consegna nella capacità della magistratura di essere serva fedele della Costituzione”.

Lombardo, procuratore aggiunto e coordinatore del comitato per il No di Reggio, sottolinea: “abbiamo condiviso molto più di un semplice confronto: abbiamo condiviso dubbi, riflessioni, passione e, soprattutto, un profondo senso di responsabilità verso il nostro Paese”. Festeggia il risultato ma allunga lo sguardo al futuro la deputata M5S Anna Laura Orrico, coordinatrice calabrese, che parla di “una grave battuta d’arresto inflitta alla premier Meloni” aggiungendo che “rimanendo vicini riusciamo a intravedere un orizzonte migliore per il Paese da quello immaginato da chi ci governa”.

IL PRIMO LANCIO

Con più della metà delle sezioni esaminate, il No supera il 54% a livello nazionale. In regione il distacco è ancora più ampio, sopra il 56%, con una partecipazione più contenuta rispetto alla media

 –  PRESERRE (CZ) –  23 MARZO 2026 –    Lo spoglio entra nella sua fase più significativa e il quadro nazionale appare ormai delineato. Con 35.223 sezioni scrutinate su 61.533, il No si attesta al 54,46%, pari a 8.053.440 voti, mentre il Sì si ferma al 45,54%, con 6.735.181 preferenze.

Il margine, superiore ai 9 punti percentuali, si configura come ampio e strutturato. Non si tratta più di una semplice oscillazione legata alle prime fasi dello scrutinio, ma di una tendenza che ha accompagnato lo spoglio sin dall’inizio e che, con il passare delle ore, ha trovato conferma nei numeri.

Il dato politico emerge con chiarezza: pur in assenza di un risultato ufficiale definitivo, la consultazione sembra orientarsi verso una bocciatura della riforma, con un distacco che difficilmente potrà essere colmato nelle sezioni ancora da scrutinare.

Calabria: un divario ancora più marcato

Se il quadro nazionale indica una direzione precisa, è in Calabria che il risultato assume contorni ancora più netti. Già a metà dello scrutinio regionale, con 1.033 sezioni su 2.407, il No raggiungeva il 57,07%, lasciando il Sì al 42,93%.

Con l’avanzare dello spoglio, la tendenza non solo si conferma, ma si stabilizza. A quota 1.404 sezioni scrutinate, il No scende leggermente al 56,51% con 220.585 voti, mentre il Sì si attesta al 43,49%, pari a 169.744 voti.

Il divario resta dunque solido e diffuso, con il No in vantaggio in quasi tutte le province. L’unica area in cui il confronto appare più equilibrato è quella di Reggio Calabria, dove il margine risulta meno ampio rispetto al resto della regione.

Partecipazione e segnale politico

Accanto al risultato numerico, emerge un secondo elemento rilevante: la partecipazione. In Calabria si registra un’affluenza inferiore alla media nazionale, un dato che contribuisce a definire il contesto politico della consultazione.

Da un lato, il voto esprime in modo chiaro un orientamento sul merito del quesito referendario; dall’altro, la minore partecipazione segnala una possibile distanza dell’elettorato rispetto allo strumento referendario o al tema proposto.

Uno scenario che si avvicina alla definizione

Con il procedere dello scrutinio, i numeri tendono a consolidarsi e a ridurre progressivamente gli spazi di incertezza. Il vantaggio del No, sia a livello nazionale sia in Calabria, si mantiene stabile e coerente con le proiezioni iniziali.

In attesa del completamento dello spoglio, il risultato appare già orientato in modo chiaro nei suoi equilibri fondamentali, mentre restano da verificare eventuali variazioni marginali nelle ultime sezioni.

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