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“RADICI E ALI” AFFONDA IL COLPO A CHIARAVALLE CENTRALE: «ORA BASTA, LA CITTÀ MERITA UN CAMBIO DI ROTTA»


Il movimento civico analizza il fallimento politico dell’amministrazione Donato e chiede con fermezza la fine di un’esperienza che sta logorando istituzioni, cittadini e futuro della comunità

di REDAZIONE

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) –  2 DICEMBRE 2025 –  “A Chiaravalle Centrale il tempo delle giustificazioni è scaduto. Tra omissioni, ritardi, scelte amministrative discutibili e un clima istituzionale avvelenato, l’esperienza politica del sindaco Donato sta mostrando tutti i suoi limiti, trasformandosi in un freno allo sviluppo e in una minaccia alla tenuta democratica del Comune”. Il movimento civico Radici e Ali lo scrive in una nota perché “ritiene che sia arrivato il momento di mettere un punto fermo: questa amministrazione deve chiudere la sua stagione, e farlo in fretta”.

“Il quadro politico che si è consolidato negli ultimi mesi è quello di un’amministrazione isolata, ripiegata su sé stessa e priva di respiro istituzionale” prosegue il documento. “La gestione quotidiana appare improvvisata, affannata, dominata da un decisionismo che non nasce da visione ma da paura del confronto. Le vicende sulla riscossione coattiva, sui continui ritardi negli atti dovuti, sulle mancate risposte agli organi di controllo e persino ai consiglieri comunali sono solo la punta dell’iceberg di una gestione caotica, opaca e talvolta contraddittoria.

L’impressione è che Chiaravalle sia in balia di un governo comunale che procede senza metodo, senza programmazione, senza quella minima trasparenza che dovrebbe essere la base di qualsiasi amministrazione pubblica” scrive il movimento civico che fa capo al capogruppo consiliare Claudio Foti.

“Il sindaco Donato – continua la nota – si è dimostrato nel tempo incapace non solo di affrontare i nodi amministrativi, ma anche di sostenere il peso istituzionale del suo incarico. La sistematica fuga dal confronto pubblico — nelle sedi deputate, non sui social o nei comunicati autocelebrativi — rappresenta uno dei punti più gravi di questa esperienza politica. Un sindaco che evita il dibattito, che diserta il contraddittorio e che delega le risposte più scomode ad assessori o comunicati di circostanza non sta guidando una comunità: la sta abbandonando. Questo atteggiamento sta generando una spirale di sfiducia, alimentando un senso di precarietà che blocca la macchina amministrativa e lascia cittadini e operatori economici da soli, anche di fronte a problemi urgenti e concreti”.

“Chiaravalle – è il cuore dell’attacco politico – vive un immobilismo che non ha paragoni nella sua storia. Assistiamo a un lento e doloroso logoramento: opere incompiute, servizi vacillanti, uffici in difficoltà, continue contraddizioni politiche, un clima di tensione che svuota la capacità progettuale. Il fallimento non sta solo nelle scelte sbagliate: sta nella totale assenza di prospettiva. Non esiste un’idea di futuro, non esiste un progetto di comunità. Chiaravalle sembra vivere sospesa, in una terra di mezzo fatta di annunci, smentite e attese infinite”.

“È ormai evidente una frattura profonda tra amministrazione e cittadini – conclude la nota stampa. – Le lamentele crescono, la fiducia crolla, la percezione è quella di una guida politica distante, chiusa, più attenta a difendersi che ad ascoltare. Le difficoltà nella gestione dei servizi essenziali, le risposte tardive o evasive alle richieste formali dei consiglieri rappresentano un quadro che non può più essere minimizzato.

Per un sindaco, la legittimazione non è solo elettorale: è quotidiana, e si misura nella capacità di mantenere un rapporto trasparente, leale e produttivo con la propria comunità. Questo rapporto, oggi, è spezzato. Come movimento civico Radici e Ali, non chiediamo le dimissioni di Donato solo per spirito polemico. Lo facciamo per responsabilità verso la città. Perché è evidente che questa esperienza amministrativa è arrivata al capolinea. Perché continuare così significa trascinare Chiaravalle in una fase di ulteriore degrado istituzionale e amministrativo. Perché il coraggio politico si misura anche nella capacità di riconoscere i propri limiti e lasciare spazio a un nuovo percorso, più sano e più trasparente.

La città ha bisogno di tornare a respirare, di ricostruire un tessuto di fiducia, di rialzare la testa e immaginare un futuro condiviso e praticabile. Per farlo, serve chiudere questa stagione amministrativa e aprire una fase nuova, di responsabilità, competenza e visione.

Chiaravalle merita una guida che non fugga il confronto, che non governi nell’ombra, che non confonda la cosa pubblica con la gestione personale del potere. Merita un’amministrazione capace, autorevole e trasparente. E il primo passo — inevitabile, urgente, non più rinviabile — è voltare pagina. Subito”.

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