QUATTRO CORPI CARBONIZZATI IN UN DISTRIBUTORE DEL COSENTINO: PRENDE CORPO L’IPOTESI DEL DELITTO. RINTRACCIATE DUE PERSONE
Si troverebbero in questura. Gli investigatori seguono la pista dell’omicidio. Le vittime sarebbero migranti pakistani. I rilievi escluderebbero, almeno per ora, l’ipotesi dell’incidente.
di REDAZIONE
– AMENDOLARA (CS) – 1 GIUGNO 2026 – Quattro persone trovate morte, i corpi completamente carbonizzati all’interno di un’auto ferma in un distributore di carburante lungo il vecchio tracciato della Statale 106. Una scena che, con il passare delle ore, assume contorni sempre più inquietanti. Tra gli investigatori si starebbe infatti consolidando l’ipotesi che le vittime, con ogni probabilità migranti di origine pakistana, possano essere state uccise prima che il veicolo venisse dato alle fiamme.
L’ipotesi del delitto
Al momento non esistono conferme ufficiali da parte della Polizia, che mantiene il massimo riserbo sull’inchiesta. Gli investigatori parlano di una vicenda ancora in piena evoluzione e precisano che “nessuna pista è esclusa“.
Tuttavia, secondo quanto emerge dagli accertamenti effettuati nelle prime ore successive al ritrovamento, diversi elementi sembrerebbero allontanare la tesi dell’incidente. Lo stato del veicolo e la disposizione della scena al momento dell’arrivo dei vigili del fuoco avrebbero infatti sollevato dubbi sulla natura accidentale del rogo.
Corpi irriconoscibili, attesa per gli esami
Le condizioni delle salme rendono particolarmente complesso il lavoro degli investigatori. Il livello di carbonizzazione non ha consentito finora di accertare l’eventuale presenza di ferite da arma da fuoco o di altri segni riconducibili a una morte violenta.
Sarà quindi necessario attendere gli esami medico-legali per chiarire le cause del decesso e stabilire se le quattro persone fossero già morte quando l’automobile è stata incendiata.
La svolta può arrivare dalle telecamere
Una delle speranze degli inquirenti è rappresentata dai sistemi di videosorveglianza presenti sia nel distributore sia nell’area circostante. L’acquisizione e l’analisi dei filmati sono già iniziate e potrebbero fornire elementi decisivi per ricostruire gli ultimi movimenti delle vittime e individuare eventuali responsabili.
Le immagini potrebbero anche chiarire se il veicolo sia arrivato autonomamente nell’area di servizio o sia stato condotto sul posto da terze persone.
La pista mafiosa resta sullo sfondo
Qualora venisse confermata la matrice omicidiaria, gli investigatori non sembrano orientati, almeno in questa fase, verso un coinvolgimento della ‘ndrangheta. Una valutazione che nasce soprattutto dalle caratteristiche del luogo in cui è stata ritrovata l’auto.
In passato le cosche della zona hanno utilizzato il fuoco per occultare le tracce dei propri delitti, ma sempre in aree rurali o isolate. Il distributore lungo una strada ad alta percorrenza rappresenterebbe invece uno scenario inconsueto rispetto alle modalità operative tradizionalmente attribuite alla criminalità organizzata locale.
Rintracciate due persone
Due persone sarebbero state rintracciate a Villapiana dagli uomini della Questura di Cosenza. Si tratterebbe di due pakistani. In questo momento si troverebbero in questura dove sarebbero sottoposti a interrogatorio.

















