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«PRIORITÀ ALLA MESSA IN SICUREZZA E AI RISTORI», CICILIANO E OCCHIUTO SORVOLANO LE AREE ALLAGATE: VERTICE IN VOLO SULLA PIANA DI SIBARI

Dopo l’esondazione che ha travolto la Piana di Sibari, il capo della Protezione civile guida un summit operativo con sindaci e forze dell’ordine. Verifiche in corso sugli argini del fiume

di REDAZIONE

 –  CASSANO ALLO IONIO (CS) –  20 FEBBRAIO 2026 –  La risposta dello Stato passa dal cielo. Il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, insieme al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha effettuato questa mattina un sopralluogo aereo sulla Piana di Sibari, nel territorio di Cassano allo Ionio, tra le aree più colpite dall’esondazione del fiume Crati.

Dall’alto è evidente la portata dell’emergenza: campi sommersi, strade interrotte, infrastrutture danneggiate. Il Crati, nei giorni scorsi, ha rotto gli argini in più punti, riversando un’enorme massa d’acqua sulla piana agricola.

“Stiamo monitorando ogni criticità – ha dichiarato Ciciliano –. L’obiettivo è garantire la sicurezza dei cittadini e avviare rapidamente le procedure per il ripristino delle aree colpite”.

Vertice operativo a Sibari

Concluso il sorvolo, Ciciliano ha presieduto una riunione operativa nella delegazione municipale di Sibari. Attorno al tavolo il direttore regionale della Protezione civile, Domenico Costarella, i sindaci di Cassano allo Ionio, Gianpaolo Iacobini, e di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, insieme ai rappresentanti del territorio, ai vigili del fuoco e alle forze dell’ordine.

Un confronto serrato per fare il punto sui danni, coordinare gli interventi e pianificare le azioni urgenti. “La priorità è la messa in sicurezza degli argini e l’assistenza alle famiglie e alle aziende agricole colpite”, è stato ribadito nel corso dell’incontro.

Argini sotto osservazione

I tecnici stanno verificando la stabilità delle strutture di contenimento lungo il Crati, mentre proseguono le operazioni di pompaggio e drenaggio nelle zone ancora invase dall’acqua. L’attenzione resta alta anche per le previsioni meteo dei prossimi giorni.

Il presidente Occhiuto ha assicurato il massimo impegno della Regione: “Non lasceremo soli i territori. Lavoriamo per accelerare i tempi dei ristori e per rafforzare in modo strutturale il sistema di difesa idraulica”.

Emergenza e ripartenza

La Piana di Sibari, cuore agricolo della Calabria ionica, conta ora i danni. L’intervento congiunto di istituzioni locali e nazionali punta a trasformare l’emergenza in un’occasione di rilancio, con investimenti mirati sulla prevenzione del rischio idrogeologico.

La macchina dei soccorsi è operativa. Il territorio attende risposte rapide.

Occhiuto: “La mitigazione del rischio di erosione ha tempi biblici”

Dal canto suo Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, ha sottolineato: “Tutti gli interventi di mitigazione del rischio, di contrasto all’erosione costiera in questo Paese hanno tempi biblici perché hanno decine e decine di autorizzazioni che vanno concesse preventivamente”.

 “Con il fiume Crati – ha aggiunto – ci siamo preoccupati quando è arrivato a 4,5 metri perché gli argini sono esausti.

M a è arrivato a quel livello anche perché ci sono sedimenti che non si possono prendere facilmente. Se lo potessimo fare potremmo fare il ripascimento delle spiagge, anche sullo Ionio, e risolveremmo due problemi. Invece in questo Paese prima vanno smaltiti i sedimenti, con un costo enorme, e poi quei sedimenti vanno ripresi per fare magari il ripascimento. È un esempio come tanti di quello che bisogna fare”.

“Io – ha detto il governatore – spero che il decreto legge col quale il governo ha destinato più di un miliardo solo per il ciclone Harry possa essere integrato con norme di semplificazione per consentire più velocemente l’utilizzo di queste risorse. Faremo comunque a breve un resoconto di tutte le attività che abbiamo svolto perché, per esempio, sul dissesto in quattro anni abbiamo speso 140 milioni, nei dieci anni precedenti se ne erano spesi 70. Anche 140 milioni sono pochi rispetto a quello che bisogna spendere e anche questi lavori dovrebbero essere svolti con più velocità”.

“E così – ha concluso Occhiuto – anche sul Crati abbiamo fatto interventi in misura sicuramente superiore al passato, ne abbiamo programmati altri, però bisogna che ci diano la possibilità a tutti, alla Regione, ai sindaci, a tutte le istituzioni, di ingranare una marcia più alta che si può ingranare soltanto se si semplifica il percorso per costruire condizioni per la mitigazione del rischio”.