PREMIO JERRY MASSLO, LA CALABRIA PROTAGONISTA A VILLA LITERNO: PRIMO PREMIO AL PROGETTO DEL DOCENTE FRANCESCO PUNGITORE
Il professore calabrese ha guidato la classe serale multiculturale dell’IIS Cillario Ferrero di Alba nella realizzazione della graphic novel “Il filo rosso diventa ponte”. Tra i vincitori anche una tesi dedicata ad agromafie, caporalato e sfruttamento dei migranti nella regione
di REDAZIONE
– PRESERRE (CZ) – 3 OTTOBRE 2026 – C’è anche un significativo filo calabrese nella settima edizione del Premio nazionale Jerry Masslo, promosso dalla FLAI CGIL in memoria del giovane lavoratore sudafricano ucciso a Villa Literno nel 1989, la cui vicenda contribuì a portare all’attenzione nazionale il dramma dello sfruttamento dei braccianti stranieri e del caporalato.
A conquistare il primo premio nella sezione Scuola è stata la classe 1S del corso serale dell’IIS Piera Cillario Ferrero di Alba, con la graphic novel “Il filo rosso diventa ponte”. Referente del progetto è stato il docente calabrese Francesco Pungitore, che ha costruito e seguito il percorso insieme alla coordinatrice della classe, la professoressa Tiziana Sanfratello.
Pungitore ha ritirato il riconoscimento a Villa Literno insieme al direttore dei corsi serali dell’istituto, il professor Alessandro Martorana, nel corso della giornata conclusiva di una tre giorni dedicata a lavoro, migrazioni, diritti, inclusione e contrasto allo sfruttamento.
Al centro del progetto premiato c’è la storia di Jerry Masslo, trasformata dagli studenti in un racconto per immagini capace di collegare memoria e presente. La graphic novel affronta i temi dello sfruttamento lavorativo, del razzismo e dei diritti, ma soprattutto utilizza quella vicenda come strumento per interrogare la società contemporanea.
Un significato reso ancora più forte dalla composizione della classe protagonista del progetto: studenti e studentesse provenienti da Marocco, Algeria, Tunisia e Albania, con percorsi personali, lingue e culture differenti. Un gruppo che, attraverso il lavoro didattico condiviso, ha trasformato le diversità in una produzione comune.
«All’inizio erano tante biografie differenti; poi, lavorando insieme, sono diventati una classe. È forse questo il significato più concreto della parola integrazione: non cancellare le differenze, ma riuscire a costruire qualcosa insieme», è la riflessione che accompagna il progetto.
Il legame con la Calabria è stato sottolineato anche dalla presenza alla premiazione di Caterina Vaiti della CGIL Calabria, che ha condiviso con Pungitore una giornata nella quale scuola e impegno civile si sono intrecciati attorno alla memoria di Masslo.

Ma la Calabria entra direttamente anche in un altro dei riconoscimenti assegnati dalla giuria. Nella sezione Universitari il primo premio è andato ad Alice Scomazzon, del Geneva Graduate Institute, per la tesi magistrale “Mani invisibili: agromafie, caporalato e sfruttamento dei lavoratori immigrati nel contesto calabrese”. Uno studio che concentra dunque l’attenzione proprio sul territorio calabrese e sui meccanismi economici e sociali che accompagnano il lavoro migrante e il fenomeno del caporalato.
Per la sezione Giornalisti, Autori e Documentaristi, invece, il riconoscimento è stato assegnato a Sebastian Viskanic e Filippo Poltronieri per la video-inchiesta “La Fabbrica degli irregolari – come il decreto flussi crea irregolarità”.
La settima edizione del Premio ha proposto tre giornate di incontri e approfondimenti a Villa Literno e nel Casertano, con il coinvolgimento della FLAI CGIL nazionale, delle realtà territoriali, delle associazioni e del mondo della politica. Tra i momenti più significativi anche le visite alle Terre di Don Peppe Diana e il confronto sui modelli europei di accoglienza e sulle politiche migratorie.
Per Pungitore il riconoscimento chiude idealmente un percorso iniziato nella sua precedente esperienza professionale al Cillario Ferrero di Alba e portato a compimento nonostante il successivo trasferimento all’IIS Giolitti-Bellisario-Paire. Il docente ha rivolto un ringraziamento alla dirigente del Cillario Ferrero, Paola Boggetto, per il sostegno dato al progetto, e alla sua attuale dirigente, Donatella Garello, che gli ha consentito di prendere parte alla cerimonia e di accompagnare fino alla conclusione il lavoro realizzato con gli studenti.
Un premio, dunque, che dalla Campania arriva idealmente anche in Calabria e che tiene insieme territori diversi attraverso una stessa domanda: come trasformare la memoria di una tragedia in educazione, consapevolezza e responsabilità civile.
È proprio questo il significato racchiuso nel titolo scelto dai ragazzi. Il filo rosso è diventato un ponte. E su quel ponte, oggi, viaggiano le storie di una classe multiculturale, il lavoro della scuola e una memoria che continua a parlare al presente.

















