PALERMITI RACCONTA CATANZARO: UN LIBRO RESTITUISCE ALL’UNIVERSITÀ LA SUA STORIA E RILANCIA IL DIBATTITO SUL DESTINO DEL CAPOLUOGO
Sabato 25 luglio, al Teatro Artem, la presentazione del volume di Aristide Anfosso e Piero Canino dedicato alla nascita dell’ateneo. Un appuntamento culturale che supera la dimensione editoriale per trasformarsi in un confronto sul futuro della città, attraverso la forza della memoria e della ricerca storica
di REDAZIONE
– PALERMITI (CZ) – 8 LUGLIO 2026 – C’è un luogo nel cuore delle Preserre catanzaresi dove la storia continua a dialogare con il presente. È Palermiti, conosciuta per il Miracolo di Murorotto, per le case d’artista dello Sparti Festival, per gli antichi portali in granito e per gli eleganti palazzi rinascimentali appartenuti alle famiglie nobili del territorio.
In questo scenario ricco di memoria, sabato 25 luglio, alle ore 18, il Teatro Artem ospiterà la presentazione del volume “L’Università di Catanzaro. Storia della nascita dell’Ateneo del capoluogo dai Padri della Compagnia di Gesù al Consorzio per la Libera Università”, firmato da Aristide Anfosso e Piero Canino.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Palermiti, sarà moderata dalla dottoressa Marianna Lomanni e si concluderà con il confronto diretto tra pubblico e autori.
Un libro che restituisce alla città la memoria della sua Università
Più che un volume storico, quello di Anfosso e Canino rappresenta un’opera di ricostruzione civile.
Attraverso un rigoroso lavoro di ricerca documentaria, gli autori ripercorrono la lunga vicenda che ha condotto alla nascita dell’Università di Catanzaro, dalle intuizioni dei Padri della Compagnia di Gesù fino al Consorzio per la Libera Università, ricostruendo pagine spesso dimenticate ma decisive per comprendere l’identità del capoluogo calabrese.
Il libro colma un vuoto storiografico e restituisce dignità a una vicenda che appartiene non soltanto al mondo accademico, ma alla storia istituzionale, culturale e sociale dell’intera Calabria.
Catanzaro e la domanda sul futuro
La pubblicazione arriva in un momento in cui Catanzaro continua a interrogarsi sul proprio ruolo.
Che cos’è oggi il capoluogo della Calabria? Quale identità sta costruendo? Quale direzione intende assumere?
Sono domande che attraversano il dibattito pubblico e che trovano nel volume un punto di partenza autorevole.
Perché raccontare la storia dell’Università significa raccontare anche la storia di una città che, proprio attraverso il sapere, ha cercato negli anni di definire la propria centralità.

Le dichiarazioni
«Questo libro non racconta soltanto la nascita dell’Università di Catanzaro: restituisce alla città una parte fondamentale della propria memoria collettiva, offrendo strumenti concreti per comprendere il presente e immaginare il futuro – si legge nei commenti su Facebook -. Una comunità che dimentica la propria storia rischia di perdere anche la capacità di progettare il domani. L’Università diventa così non soltanto un patrimonio culturale, ma un elemento identitario da cui ripartire».
Palermiti conferma la propria vocazione culturale
Non è casuale che una riflessione di tale spessore trovi spazio proprio a Palermiti.
Negli ultimi anni il borgo ha costruito una proposta culturale riconoscibile, capace di valorizzare il patrimonio storico, artistico e identitario del territorio attraverso iniziative che mettono al centro la memoria, la ricerca e il confronto.
La presentazione del libro si inserisce in questo percorso, trasformando un appuntamento editoriale in un’occasione di riflessione collettiva sul rapporto tra cultura, territorio e sviluppo.
Una storia che continua a interrogare il presente
Il merito principale del volume è quello di riportare l’Università di Catanzaro dentro la narrazione della città. Perché le istituzioni vivono anche attraverso la memoria che una comunità conserva di esse.
E quando quella memoria viene ricostruita con metodo, rigore e passione, diventa patrimonio condiviso.
È in questa prospettiva che il libro di Anfosso e Canino assume un valore che supera la ricerca storica: diventa uno strumento di consapevolezza civile, invitando Catanzaro a ripensare il proprio futuro partendo dalla conoscenza delle proprie radici.

















