PADRE UCCIDE IL FIGLIO A LAMEZIA, PROSEGUONO LE INDAGINI: OGGI L’INTERROGATORIO DI GARANZIA PER FRANCESCO DI CELLO
L’uomo ha ammesso le sue responsabilità, dopo il fermo si trova ristretto nel carcere di Catanzaro. La polizia ha inquadrato il delitto in un contesto familiare drammatico caratterizzato da continue richieste di denaro e litigi
di REDAZIONE
– LAMEZIA TERME (CZ) – 5 MAGGIO 2025 – Non si spegne, e non potrebbe essere diversamente, il tam tam mediatico dell’omicidio avvenuto a Lamezia venerdì scorso in zona Marinella. Un omicidio drammatico che trasuda di immane tragedia quella che ha visto il 64enne Francesco Di Cello uccidere con un solo colpo di pistola in faccia il figlio Bruno, che di anni ne aveva 30.
Il quadro accusatorio
Oltre che di omicidio, Francesco Di Cello (ex guardia giurata), è accusato anche di detenzione e porto abusivo di arma clandestina e di ricettazione della stessa arma. Per l’uomo, poi costiuitosi al commissariato della Polizia di Lamezia, dove la sera stessa del fattaccio, ha ammeso le sue responsabilità, oggi si apriranno le porte dell’interrogatorio di garanzia. Il fermo dell’uomo ed il conseguente trasferimento nel carcere di Catanzaro è stato disposto dal sostituto procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Gualberto Buccarelli.
La denuncia per estorsione e la condanna
Procura che assieme alla polizia lametina sta proseguendo le indagini sull’episodio che sembrerebbe maturato in un contesto di disperazione e litigi continui. Secondo le prime ipotesi, alla base del delitto ci sarebbero le continue richieste di denaro che Bruno avanzava alla famiglia. Richieste pressanti ed esasperanti al punto tale da indurre il padre e la madre (titolare di un’azienda agricola) a sporgere denuncia per estorsione sfociata, poi, in una condanna. Questo il probabile scenario di quanto accaduto venerdì scorso in via Trani. Liti derivanti dal tenore di vita che Bruno, innamorato della moda e desideroso di entrare nel mondo dello spettacolo, probabilmente ben al di sopra delle possibilità economiche della famiglia.
L’autopsia sul corpo della vittima
Ed è probabile che anche il terribile epilogo possa essere scaturito dall’ennesimo litigio che ha portato alla morte del giovane, sul cui corpo oggi dovrebbe essere effettuata l’autopsia nell’ambito di un’indagine che continua e che, ancora, avrebbe tante altre cosa da dire, e soprattutto, chiarire. Gli agenti del Commissariato di di Lamezia Terme, diretti dal dirigente Antonio Turi, si stanno concentrando sulle continue richieste di denaro da parte di Bruno Di Cello, sfociate in violenti alterchi che avrebbero reso il clima familiare “incandescente” e “quasi esplosivo”.

















