OPERAIO MORTO SUL LAVORO A SATRIANO: LA CORTE D’APPELLO CONFERMA LA CONDANNA DI PRIMO GRADO
I giudici hanno convalidato la pena di due anni e due mesi di reclusione per il titolare dell’impresa. La tragedia costò la vita a Felice Reverso nel 2020
di REDAZIONE
SATRIANO (CZ) – 23 SETTEMBRE 2026 – Il dramma della sicurezza nei cantieri edili torna a occupare le aule di giustizia calabresi con una sentenza che ribadisce le responsabilità dei datori di lavoro nella tutela dei propri dipendenti. La Terza Sezione penale della Corte d’Appello di Catanzaro, presieduta dal magistrato Antonio Battaglia affiancato dai consiglieri Maria Rosaria Di Girolamo e Luca Napolitano, ha confermato integralmente la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale del capoluogo nei confronti di Domenico Ranieri. L’imprenditore edile originario di Davoli era finito a processo a seguito della tragica scomparsa di Felice Reverso, l’operaio deceduto nel febbraio del 2020 a causa delle gravissime lesioni riportate in un infortunio sul lavoro avvenuto pochi giorni prima a Satriano Marina. All’imputato sono stati confermati due anni e due mesi di reclusione oltre a 7.500 euro di multa, condanna per la quale è stata concessa la sospensione condizionale della pena.
La dinamica dell’incidente nel cantiere di Satriano Marina
La vicenda prende le mosse nella giornata del 31 gennaio 2020 all’interno di un immobile situato in via Bernardino Telesio, nel comune di Satriano Marina. In base alla ricostruzione fattuale presente nel capo d’imputazione, la vittima, dipendente della società Costruzioni EDIL.CO.RA. S.r.l., stava eseguendo interventi di tramezzatura all’interno di un garage privato insieme a un collega. Per svolgere le lavorazioni previste lungo le pareti del locale adibito a bagno, gli operai stavano impiegando una struttura provvisoria allestita tramite un ponte su cavalletti. Durante la fase operativa, Reverso è precipitato improvvisamente dall’impalcatura impattando violentemente al suolo.
Il decorso ospedaliero e il quadro clinico della vittima
Subito dopo la caduta, per il lavoratore si è resa necessaria la corsa d’urgenza presso la struttura ospedaliera di Soverato, da cui è stato successivamente disposto il trasferimento all’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro a causa della gravità del trauma riportato. I sanitari hanno diagnosticato al paziente un quadro di gravissimo politrauma. Nonostante le cure prestate dai medici nei giorni successivi, le condizioni cliniche dell’operaio sono progressivamente precipitate fino al decesso, sopraggiunto il 24 febbraio 2020. Nella documentazione d’accusa, la causa mortale viene individuata in un arresto cardio-circolatorio secondario a un’insufficienza multiorgano scaturita da uno shock settico.
Le contestazioni sulla sicurezza e le violazioni accertate
Nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria, a Domenico Ranieri, individuato dagli inquirenti nella sua duplice veste di datore di lavoro e di responsabile del Servizio di prevenzione e protezione, è stato contestato il reato di omicidio colposo unitamente a diverse inosservanze della normativa vigente sul contrasto ai rischi nei luoghi di lavoro. L’impostazione accusatoria accolta nei due gradi di giudizio ha evidenziato come alla vittima fossero state assegnate le mansioni di cantiere in assenza della preventiva e obbligatoria idoneità sanitaria, non essendo stato acquisito il relativo certificato medico. È stato inoltre riscontrato l’omesso controllo circa l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, in quanto veniva consentito agli operai di svolgere le lavorazioni senza indossare il caschetto di protezione.

















