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NOEL E GIORGIO ENTRANO A FAR PARTE DELLA CHIESA: A GIRIFALCO IL BATTESIMO NEL GIORNO DEDICATO A MIGRANTI E SOCIALE


Nella parrocchia Santa Maria delle Nevi la celebrazione presieduta da mons. Claudio Maniago. Al centro il Battesimo di due ragazzi camerunesi accolti nel centro SAI “L’Approdo” e il tema dell’accoglienza

di REDAZIONE

 –   GIRIFALCO (CZ) –  4 SETTEMBRE 2026 –  A Girifalco, nel Catanzarese, la Giornata diocesana dei Migranti e del Sociale è stata celebrata mettendo al centro una storia concreta di accoglienza e appartenenza. Sabato 22 agosto 2026, nella chiesa di San Rocco della parrocchia Santa Maria delle Nevi, l’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, mons. Claudio Maniago, ha presieduto la Santa Messa davanti a una comunità particolarmente numerosa.

In chiesa c’erano gli abitanti del paese, alcuni girifalcesi emigrati e rientrati per l’estate e le persone ospitate nel Centro SAI “L’Approdo”. Accanto al parroco, don Francesantonio De Gori, hanno partecipato sacerdoti, rappresentanti della Commissione Migrantes diocesana e autorità civili e militari.

Tra i presenti anche don Piero Puglisi, presidente della Fondazione Città Solidale, don Gregorio Aiello, impegnato nella missione pastorale per gli italiani in Belgio, il sindaco di Girifalco, il viceprefetto di Catanzaro e il comandante della locale Stazione dei Carabinieri.

Il Battesimo di Noel e Giorgio

Il momento centrale della celebrazione è stato il Battesimo di Noel e Giorgio, due ragazzi originari del Camerun che vivono a Girifalco insieme alla madre, ospiti del sistema di accoglienza.

All’inizio della Messa, il direttore dell’Ufficio Migrantes diocesano, don Grégoire Nsabimana, ha rivolto un saluto alle persone presenti e alle autorità, spiegando il significato della giornata.

È stata proprio la richiesta della madre dei due ragazzi a offrire a mons. Maniago il punto di partenza per la riflessione durante l’omelia. Alla domanda su cosa chiedesse alla Chiesa di Dio, la donna aveva risposto: «Il Battesimo».

Una risposta semplice, diventata il punto di partenza per parlare dell’identità cristiana e del significato di entrare a far parte della comunità ecclesiale.

La domanda di Gesù al centro dell’omelia

Nel corso dell’omelia, mons. Maniago ha richiamato la domanda rivolta da Gesù ai discepoli nel Vangelo secondo Matteo: «Ma voi, chi dite che io sia?» (Mt 16,15).

Il tema, nella lettura proposta dall’arcivescovo, riguarda il modo in cui ciascun credente riconosce Gesù come riferimento della propria esistenza. La fede, ha sottolineato, non si esaurisce nelle dichiarazioni verbali, ma trova espressione nella vita quotidiana.

Anche un gesto consueto come quello di segnarsi con l’acqua santa entrando in chiesa può diventare, in questa prospettiva, memoria del Battesimo e dell’appartenenza alla comunità cristiana.

Il sacramento assume così il significato di una scelta di appartenenza alla famiglia di Dio, con la consapevolezza di riconoscere in Cristo il Signore della propria vita e il riferimento per il proprio cammino.

Bambini, educazione e responsabilità della comunità

Nel corso della celebrazione il tema del Battesimo si è intrecciato con quello della responsabilità verso i bambini.

Mons. Maniago ha richiamato il compito della comunità cristiana di accompagnare la crescita dei più piccoli e di tradurre la fede in attenzione concreta alla loro vita. Il riferimento non riguarda soltanto il sacramento, ma anche le condizioni nelle quali i bambini vengono accolti e accompagnati.

Nel suo intervento l’arcivescovo ha sottolineato che ai bambini devono essere garantite «una vita buona, un’educazione seria e una crescita degna», indicando nell’attenzione ai più piccoli una responsabilità che coinvolge l’intera comunità.

Il tema dell’accoglienza, dunque, è rimasto legato alla dimensione religiosa ma anche a quella sociale, in sintonia con il significato attribuito alla Giornata diocesana.

La comunità accompagna i due ragazzi

Terminata l’omelia, è stato celebrato il Battesimo di Noel e Giorgio. La madre dei ragazzi e le madrine, individuate tra le operatrici del Centro SAI “L’Approdo”, hanno partecipato al rito insieme all’assemblea.

La professione di fede ha preceduto il sacramento, seguito dall’accoglienza dei due ragazzi nella comunità ecclesiale.

La celebrazione ha così assunto una dimensione concreta: le persone accolte nel centro SAI non sono rimaste spettatrici della Giornata, ma ne sono diventate parte attraverso un momento centrale della liturgia.

Il legame con gli italiani emigrati

Il tema delle migrazioni è stato affrontato anche attraverso l’esperienza degli italiani all’estero.

Prima della benedizione conclusiva, don Gregorio Aiello ha raccontato il proprio impegno pastorale con gli italiani residenti in Belgio, soffermandosi sul ruolo delle comunità parrocchiali nei confronti di chi è emigrato.

Il messaggio richiamato durante l’incontro riguarda una duplice attenzione: da una parte l’accoglienza riservata agli italiani che ritornano nei propri paesi d’origine, dall’altra la disponibilità ad accogliere chi arriva in Italia provenendo da altre nazioni.

Don Francesantonio De Gori ha inoltre dato lettura del messaggio di don Mimmo Basile, missionario impegnato in Svizzera. Un ulteriore collegamento con le esperienze delle comunità italiane che vivono fuori dal Paese.

Dalla liturgia alla condivisione

La giornata si è conclusa nei locali dell’ex asilo parrocchiale, dove i partecipanti hanno condiviso un momento conviviale.

La celebrazione di Girifalco ha riunito quindi attorno allo stesso appuntamento la comunità locale, le persone accolte nel centro SAI e alcune esperienze sacerdotali legate alla pastorale dei migranti e degli italiani all’estero. Il Battesimo di Noel e Giorgio è stato il momento centrale della giornata, inserito nel programma della Giornata diocesana dei Migranti e del Sociale.

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