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NIENTE SERIE B, IL CONSIGLIO DI STATO RESPINGE IL RICORSO DELLA REGGINA


Giudici negano la richiesta di annullare l’esclusione

Fonte: ANSA.IT CALABRIA

–  REGGIO CALABRIA –  30 AGOSTO 2023 –  Per la Reggina 1914 non ci sarà la Serie B.

L’ha deciso il Consiglio di Stato con una sentenza con la quale ha respinto l’appello della società calabrese proposto per contestare la sentenza con la quale il Tar del Lazio ha respinto il ricorso proposto contro la decisione con la quale il Collegio di Garanzia dello Sport il 20 luglio scorso ha respinto il suo ricorso per la riammissione nel prossimo campionato di Serie B.

La questione fondamentale della vicenda ruotava tutto intorno al termine di pagamento dei debiti tributari e previdenziali di fino al 31 dicembre 2022.

“Ebbene, la sentenza del Tar – scrive il CdS – resiste alle critiche di parte appellante”.

In sostanza, “consentire una deroga del termine perentorio avrebbe comportato una vistosa e inaccettabile violazione della par condicio… e delle regole di corretta concorrenza, che esigono da parte di tutte, con le stesse modalità, il corretto assolvimento dei debiti fiscali e previdenziali”.

I giudici ricordano che la sentenza del Tribunale fallimentare di Reggio Calabria ha omologato una proposta di accordo di ristrutturazione di debito e di transazione su debiti tributari e previdenziali, ma “le Amministrazioni interessate non hanno accettato questa ‘transazione imposta’ e hanno proposto reclamo avverso la sentenza del Tribunale fallimentare, tutt’oggi pendente.

Pertanto, correttamente la FIGC ha ritenuto non idoneo il pagamento in data 5 luglio 2023 di una ridotta percentuale dell’intero credito tributario e previdenziale”.

Per il CdS, non è ipotizzabile che un termine previsto da un provvedimento di omologazione si imponga e prevalga di per sé sul termine previsto dal Manuale delle licenze.

E tutto ciò perché “l’ordinamento sportivo è connotato da ‘autonomia relativa’ rispetto all’ordinamento giuridico statale; il Tribunale fallimentare non ha alcuna giurisdizione in materia sportiva; un diverso termine fissato da un provvedimento di omologazione può acquisire rilevanza per l’ordinamento sportivo solo se e nei limiti in cui lo stabilisca l’ordinamento sportivo”.

SCONFORTO E RABBIA A REGGIO CALABRIA

Sconforto e rabbia sono i sentimenti che si vivono a Reggio Calabria dopo il verdetto del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso della Reggina, confermando l’esclusione dal campionato di serie B.

Nessun commento ufficiale al momento dalla società.

Una situazione che rischia di far precipitare in un baratro il futuro del calcio professionistico in riva allo Stretto, cancellando 110 anni di storia.

Sulla Reggina 1914 Srl pesa l’incertezza di chi sia la proprietà, se ancora in capo a Felice Saladini, che aveva ceduto la società a Emanuele Ilari ma con la condizione che fosse ammessa alla serie B, o lo stesso Ilari.

Certo è che i tempi stringono. Anche per un’eventuale iscrizione ai Dilettanti o nel campionato di Eccellenza il tempo stringe, con l’inizio di questi campionati ormai imminente, e con la squadra praticamente da fare.

Adesso occorrerà vedere anche se le istituzioni locali avranno un ruolo per traghettare la società verso altri acquirenti e se sì quale.

O se pure la vecchia proprietà, quella in capo a Felice Saladini, deciderà di andare avanti.

Di sicuro, al momento, chi era rimasto al centro sportivo Sant’Agata a mantenere vivo un barlume di speranza, a cominciare dal direttore sportivo Massimo Taibi con uno sparuto gruppo di giocatori, non sa più che fare, dove andare, cosa pensare.

Ma d’altra parte è difficile individuare chi si debba esprimere vista la situazione societaria che si è venuta a creare tra cessioni, vere e presunte, pentimenti e ripensamenti.

TAIBI: “C’E’ UNA CORDATA INTERESSATA”

“Adesso bisogna assorbire questa mazzata.

Sono stato avvicinato da una cordata di imprenditori che è interessata. Ci devo parlare, devo capire se ci sono i presupposti e se ci sono ci rimboccheremo le maniche, non per la mia carriera, ma per la Reggina, e ripartiremo”.

Lo ha detto all’ANSA il direttore sportivo della Reggina Massimo Taibi, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso della società contro la mancata iscrizione al campionato di serie B.

“E’ una cosa che si farà a breve – ha aggiunto -. So che si farà il bando. Voglio che sia una cosa seria, che abbia un futuro, altrimenti non mi metto in mezzo”.

Duro il commento di Taibi nei confronti della Figc. “È chiaro – ha sostenuto – che era una storia già segnata.

Gli alti vertici del calcio ci avevano già segnati, per ammazzarci.

Certo, ci sono stati anche degli errori della società.

Non ho letto ancora la sentenza ma quello che mi ha più colpito è stato l’accanimento dimostrato dall’avvocato della Figc nei confronti della società.

Gli avvocati del Brescia hanno fatto il loro lavoro, e questo ci sta.

Ma il rappresentante della federazione avrebbe dovuto limitarsi al mancato rispetto dei termini.

Ci sarà tempo e modo per parlare dei vertici del calcio, ma noi ora dobbiamo ripartire di nuovo”.

Sul fronte giocatori “bisognerà rimboccarsi le maniche, umilmente, e andare a vedere che cosa si può fare.

È solo una voglia e una volontà di ripartire”.

“Se sono fiducioso?

La cordata c’è.

Se ce ne saranno altre – ha aggiunto Taibi – ben vengano, l’importante è che diano un futuro alla Reggina.

Io per la Reggina non guardo la categoria.

Spero che si ricominci bene.

Basta approssimazione, basta con gente che parla in conferenza stampa, si fa bella, e chiacchiera.

Servono fatti.

Per fare i fatti nel calcio bisogna restare sempre con i piedi per terra e fare le cose passo dopo passo”.

C’è interesse per la Reggina.

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