“NEL SEGNO DI DODÒ”: SOVERATO IN PRIMA LINEA CONTRO L’OMBRA DELLA ‘NDRANGHETA
Massime autorità riunite al teatro comunale il 30 settembre per ricordare Domenico Gabriele, vittima innocente della violenza mafiosa
di REDAZIONE
– SOVERATO (CZ) – 30 SETTEMBRE 2025 – Oggi Soverato diventerà il fulcro della lotta alla criminalità organizzata e della memoria delle vittime innocenti.
Alle ore 9:30, il Teatro Comunale ospiterà l’evento solenne intitolato “Nel Segno di Dodò“, dedicato al piccolo Domenico Gabriele, tragicamente scomparso a soli 11 anni nel 2009 per mano della ‘ndrangheta.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Soverato, non è solo una commemorazione, ma si configura come un momento di riflessione e sensibilizzazione di altissimo livello.
La presenza confermata di massime autorità civili, militari e della società civile calabrese attesta l’impegno congiunto e trasversale per la legalità e la giustizia nel territorio.
Parterre istituzionale e voci della legalità
L’agenda della mattinata prevede un parterre istituzionale di grande rilievo. Dopo i Saluti Istituzionali di Saverio Morello (Associazione Elsa Catanzaro), dell’Avv. Roberta Ussia (FIDAPA Soverato) e dell’Arch. Daniele Vacca, Sindaco ospitante, seguiranno gli interventi delle figure chiave del panorama della sicurezza e della magistratura calabrese.
Tra i relatori più attesi figurano: S.E. Dott. Castrese De Rosa, Prefetto di Catanzaro; il neoinsediato Dott. Salvatore Curcio, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro; il Dott. Giuseppe Linares, Questore di Catanzaro, noto per la sua esperienza diretta nella lotta alle mafie; e il Col. Giovanni Pellegrino, Comandante Territoriale dei Carabinieri. A rappresentare l’attivismo antimafia, interverrà il Dott. Giuseppe Borello, referente di Libera Calabria.
Il simbolo di riscossa: la famiglia Gabriele
Il momento centrale e più toccante dell’evento sarà la presenza e l’intervento della Signora e del Signor Gabriele, i genitori di Domenico “Dodò”. La loro forza e l’instancabile opera per la memoria e l’affermazione della legalità sono divenute un vero e proprio faro in tutta la regione e un monito per l’intero Paese. La storia di Dodò, il bambino di Crotone colpito a morte da un proiettile destinato a un affiliato della ‘ndrangheta mentre giocava a calcio, è un simbolo della violenza mafiosa e dell’assurdità che essa infligge alle vittime innocenti.
L’alta rappresentanza istituzionale conferma che la Calabria, e in particolare il comprensorio del catanzarese, è unita nell’intenzione di contrastare l’illegalità e costruire un futuro libero dalla morsa criminale, partendo dalla memoria come motore di cambiamento. L’appuntamento è aperto alla cittadinanza e alle scuole, invitati a unirsi al ricordo di Dodò e all’impegno per una società più giusta e sicura.

















