NASCE UN FESTIVAL INTERNAZIONALE PER L’ARTE PERFORMATIVA CONTEMPORANEA, ECCO L’IRA DELLA CULTURA A SOVERATO
Un nuovo progetto culturale e una sfida che si pone l’obiettivo di colmare un vuoto nel Meridione e valorizzare la nuova generazione di artisti
di REDAZIONE
– SOVERATO (CZ) – 24 AGOSTO 2025 – Soverato si prepara a diventare il palcoscenico di una nuova e ambiziosa iniziativa culturale: IRA – International Institute for Performing Arts. Il progetto, ideato da Settimio Pisano e diretto da Pietro Monteverdi, farà il suo debutto con un festival di quattro giorni, dal 4 al 7 settembre, che mira a portare in Calabria il meglio della produzione europea e internazionale nel campo delle arti performative contemporanee, con una particolare attenzione alla danza. L’obiettivo è quello di creare un ponte tra il territorio e la scena artistica globale, offrendo una piattaforma di visibilità per una nuova generazione di artisti.
Un nuovo modello di istituzione artistica
IRA, che nel nome richiama la prima parola dell’Iliade, vuole essere un simbolo di forza creativa e un tentativo di immaginare un nuovo modello di istituzione artistica. Un progetto che si pone in contrapposizione all’offerta “mainstream” per proporre un’alternativa radicale e decostruita. “IRA è un tentativo di immaginare un nuovo modello, di segnare una via per le istituzioni artistiche del futuro. È un progetto molto ambizioso che deve essere nutrito di altre idee, di altre visioni. Perché solo così possiamo pensare di riformare le istituzioni artistiche: con un esercizio continuo di immaginazione,” ha dichiarato Settimio Pisano in una nota stampa. “Soltanto attraverso una spinta collettiva di quella parte di società che non si accontenta del presente e che guarda al futuro – ha continuato Pisano – potremo disegnare istituzioni artistiche basate su modelli organizzativi sostenibili per la nostra regione. È indispensabile una rottura, un ribaltamento di prospettiva, un cambio di passo deciso e improvviso”.
Un ecosistema per la danza contemporanea
Il festival si propone di colmare un “incredibile vuoto” nella proposta culturale del Meridione, come sottolineato dal direttore Pietro Monteverdi. “Il nostro progetto parte dalla consapevolezza di un ruolo importante, in termini di responsabilità e di funzioni, nel riempire un incredibile vuoto nella proposta contemporanea multidisciplinare in Calabria e nel Meridione, con riguardo particolare alla danza,” ha affermato Monteverdi. L’obiettivo è quello di creare un “ecosistema europeo per la danza”, favorendo scambi tra artisti, istituzioni e pubblico e promuovendo uno sviluppo sostenibile del settore. Tra le iniziative del festival, spiccano due sottosezioni: IRA Residenze e IRA Platform. La prima offrirà a giovani coreografi la possibilità di sviluppare i propri lavori, che verranno poi presentati a una platea di oltre 50 direttori artistici e produttori internazionali. Il progetto IRA Platform, invece, si concentrerà sulla selezione di artisti e operatori, per favorire un dialogo mirato tra le loro esigenze artistiche e i lavori presentati. Per stimolare ulteriormente il networking, sono stati ideati i momenti “Pitch & Drink” e l’organizzazione logistica è stata pensata per incentivare la creazione di una comunità artistica, seppur temporanea.
Soverato, co-protagonista dell’evento
Sebbene l’attenzione sia rivolta agli artisti e agli addetti ai lavori, l’organizzazione ha voluto sottolineare il ruolo fondamentale del pubblico. Verranno proposti workshop, conferenze, laboratori e performance site specific pensate per coinvolgere attivamente la comunità locale, con un occhio di riguardo per gli studenti. Il festival si svolgerà in diversi spazi di Soverato, dai teatri agli ex edifici industriali, dagli hotel alle piazze, trasformando la città in un palcoscenico diffuso. L’evento mira a rafforzare il ruolo di Soverato non solo come località turistica, ma come un “terreno fertile per l’arte e l’incontro, spazio da riscoprire e da vivere”. L’azione si inserisce in un contesto definito dai parametri europei come “periferia culturale”, dove la produzione artistica è depressa. Per questo, secondo i fondatori, è “indifferibile” un’azione di riequilibrio che porti una pluralità di forme e linguaggi nel territorio.

















