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NASCE “RADICI”: A SQUILLACE LA STAZIONE FERROVIARIA DIVENTA CASA DELLA CULTURA

Un nuovo centro di aggregazione sociale per ricucire comunità, tra cinema, lettura e partecipazione attiva

di REDAZIONE

 – SQUILLACE (CZ) – 18 FEBBRAIO 2026 –   Un luogo simbolico che cambia pelle e si trasforma in spazio di incontro, cultura e partecipazione. Sarà inaugurato domani, 20 febbraio, alle ore 18, il centro di aggregazione sociale “Radici”, ospitato nei locali al primo piano della stazione ferroviaria di Squillace Lido.

L’iniziativa è promossa dall’associazione La Rete Odv, che ha sottoscritto con l’amministrazione comunale una convenzione triennale per la gestione dello spazio.

Un progetto costruito dal basso

Prima dell’apertura ufficiale alla cittadinanza, l’associazione ha scelto di coinvolgere attivamente chi vorrà contribuire alla vita del centro, organizzando incontri preliminari di confronto e progettazione.

“Vogliamo che ‘Radici’ sia uno spazio condiviso, aperto alle idee e ai talenti di tutti. Un luogo capace di crescere insieme alla comunità”, spiegano i promotori.

Dalle riunioni sono emerse numerose proposte che prenderanno forma nei prossimi mesi. Il calendario resta volutamente dinamico: un programma aperto, pronto ad accogliere nuove iniziative per trasformare “Radici” in un presidio stabile di socialità, formazione e scambio intergenerazionale.

La rassegna “Film e Lettura”

Cuore della serata inaugurale sarà la presentazione della rassegna “Film e Lettura”, curata dal gruppo “Argonauti”. Cinque appuntamenti doppi mensili che metteranno in dialogo il linguaggio cinematografico con quello letterario.

Il primo incontro è già fissato per domenica 22 febbraio alle ore 16.30, con la proiezione di un film. Seguirà, giovedì 26, un momento di letture tematiche collegate alla pellicola, in un percorso che intreccia immagini e parole, visione e riflessione.

Dalla stazione al cuore del territorio

La scelta della sede non è casuale: una stazione ferroviaria è, per definizione, luogo di passaggio. Con “Radici” diventa invece punto di approdo, spazio di permanenza e costruzione di legami.

Un segnale culturale forte per il territorio, che punta a rigenerare uno spazio pubblico trasformandolo in laboratorio permanente di cittadinanza attiva.