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MONTE COVELLO, 49 ANNI DOPO LO SCHIANTO DELL’ELICOTTERO: GIRIFALCO RICORDA I SEI CARABINIERI MORTI CON IL GENERALE MINO


Il 31 ottobre 1977 un AB 205 precipitò sulle pendici di Monte Covello durante una ricognizione sui territori della Calabria interessati dalla presenza della ’ndrangheta. Questa mattina la commemorazione a Girifalco, con la messa e la deposizione delle corone d’alloro

di REDAZIONE

 – GIRIFALCO (CZ) –  31 OTTOBRE 2026 –  A 49 anni dall’incidente aereo di Monte Covello, l’Arma dei Carabinieri è tornata a rendere omaggio ai sei militari che persero la vita il 31 ottobre 1977. La commemorazione si è svolta questa mattina a Girifalco, in provincia di Catanzaro, nel giorno dell’anniversario della tragedia che coinvolse alcuni dei più alti rappresentanti dell’organizzazione territoriale e operativa dell’Arma.

Il primo momento della giornata si è tenuto nella chiesa di San Rocco, dove è stata celebrata una messa officiata dai parroci don Antonio De Gori e don Paolo Calabretta, insieme al cappellano militare della Legione Carabinieri Calabria, don Vincenzo Ruggiero.

Alla funzione hanno preso parte il comandante interregionale Carabinieri Culqualber, generale di Corpo d’Armata Claudio Domizi, e il comandante della Legione Carabinieri Calabria, generale di Brigata Lorenzo Sabatino. Presenti anche rappresentanti dell’Arma di Catanzaro, amministratori locali, familiari delle vittime e delegazioni delle associazioni professionali a carattere sindacale fra militari.

Alla commemorazione hanno partecipato inoltre rappresentanti del Dipartimento Aereo e Navale e dell’Associazione Nazionale Carabinieri, a testimonianza del coinvolgimento delle diverse componenti dell’organizzazione.

Il generale Sabatino: il legame tra la comunità e l’Arma

Al termine della celebrazione religiosa, il generale Lorenzo Sabatino ha richiamato il rapporto che continua a unire Girifalco ai Carabinieri, sottolineando la partecipazione della comunità locale anche a distanza di quasi mezzo secolo dall’incidente.

Nel suo intervento, il comandante della Legione Calabria ha ringraziato le autorità e i presenti, soffermandosi sul significato del sacrificio dei sei militari. La loro morte, ha ricordato, avvenne durante un’attività di servizio particolarmente delicata, finalizzata alla ricognizione di territori interessati dalla presenza di organizzazioni criminali riconducibili alla ‘ndrangheta.

Un impegno operativo che aveva portato il gruppo a sorvolare alcune delle aree maggiormente esposte alle attività delle cosche calabresi.

A Monte Covello gli onori ai sei militari caduti

Dopo la funzione religiosa, la commemorazione si è spostata nel luogo dell’incidente, a Monte Covello, dove è stato realizzato un monumento in memoria dei Carabinieri deceduti.

Qui si è svolta la cerimonia militare con gli onori ai Caduti e la deposizione di due corone d’alloro davanti al monumento commemorativo.

Il sito conserva il ricordo dello schianto dell’elicottero AB 205, precipitato nella zona di Rimitello, lungo il versante orientale della montagna. Un luogo che, dal 1977, rappresenta il punto di riferimento per le iniziative commemorative dedicate alle sei vittime.

Il 31 ottobre 1977, l’ultimo contatto radio dell’AB 205

La tragedia risale al 31 ottobre 1977. Erano trascorse da poco le 15 quando la centrale perse i contatti radio con un elicottero AB 205 dell’Arma dei Carabinieri, impegnato in una missione di ricognizione in Calabria.

A bordo si trovavano sei militari: il generale di Corpo d’Armata Enrico Mino, allora comandante generale dell’Arma dei Carabinieri; il colonnello Francesco Friscia, comandante della Legione Carabinieri di Catanzaro; il tenente colonnello Luigi Vilardo, aiutante di campo del generale Mino; il tenente colonnello Francesco Sirimarco, comandante del Centro Elicotteri Carabinieri di Pratica di Mare; il tenente Francesco Cerasoli, pilota della Base Elicotteri di Vibo Valentia; e il brigadiere Costantino Di Fede, in servizio presso il Centro Elicotteri di Pratica di Mare.

Nessuno di loro sarebbe sopravvissuto all’impatto.

La ricognizione sulle aree interessate dalla presenza della ‘ndrangheta

Il viaggio del generale Mino in Calabria aveva una finalità operativa precisa: conoscere direttamente i territori nei quali erano attive le organizzazioni criminali locali.

In quegli anni, le cosche della ‘ndrangheta erano particolarmente coinvolte nei sequestri di persona, un fenomeno che aveva assunto dimensioni rilevanti e che rappresentava una delle principali emergenze investigative e di sicurezza nella regione.

Durante la missione, l’elicottero stava sorvolando diverse aree del territorio calabrese, comprese quelle di Rosarno, Taurianova e Reggio Calabria. A bordo, insieme al comandante generale, viaggiavano gli altri cinque militari coinvolti nell’attività di ricognizione.

Dopo la perdita dei collegamenti radio, le ricerche proseguirono fino al ritrovamento dei resti del velivolo, avvenuto in tarda serata. L’AB 205 si era schiantato alle pendici del versante orientale di Monte Covello, in località Rimitello. La presenza della nebbia è indicata nella ricostruzione dell’incidente come elemento legato alla tragedia.

Non ci furono superstiti.

Sei nomi, una tragedia che resta nella memoria dell’Arma

A quasi mezzo secolo dallo schianto, il 31 ottobre continua a rappresentare una ricorrenza per l’Arma dei Carabinieri e per il territorio di Girifalco.

La commemorazione di questa mattina ha ripercorso le tappe di quella giornata del 1977, ricordando i sei militari morti durante una missione di servizio. La celebrazione religiosa, gli interventi istituzionali e gli onori al monumento di Monte Covello hanno scandito anche quest’anno il programma dedicato alla loro memoria.

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