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MONTE COVELLO, 48 ANNI DOPO: A GIRIFALCO CELEBRATO IL SACRIFICIO DI SEI CARABINIERI CHE LOTTAVANO CONTRO LA ‘NDRANGHETA


31 ottobre 1977: L’Arma onora i suoi caduti nel tragico schianto che costò la vita al Comandante Generale Enrico Mino, impegnato in ricognizione sui feudi della criminalità. Memoria e impegno in Calabria

di REDAZIONE

 –  GIRIFALCO (CZ)   – 31 OTTOBRE 2025 –   L’Arma dei carabinieri ha reso ancora una volta omaggio ai suoi sei Caduti, a 48 anni esatti dal tragico incidente aereo di Monte Covello, nel territorio di Girifalco. La commemorazione, svoltasi stamane, ha ribadito il profondo legame tra l’Istituzione e la comunità locale, testimone di uno degli eventi più luttuosi della storia recente dei Carabinieri.

La cerimonia ha avuto inizio con la messa nella chiesa di San Rocco, officiata dai parroci Don Antonio DE GORI e Don Paolo Calabretta, insieme al Cappellano Militare Don Vincenzo RUGGIERO. Un momento di raccoglimento alla presenza di alte cariche militari e civili, tra cui il Comandante Interregionale Carabinieri “Culqualber”, Generale di Corpo d’Armata Claudio Domizi, e il Comandante della Legione Carabinieri “Calabria”, Generale di Brigata Riccardo Sciuto, oltre ai Sindaci di Girifalco e Amaroni, i familiari delle vittime e le rappresentanze militari e associative.

Il valore del sacrificio

Al termine della funzione, il Generale Sciuto ha messo in luce non solo l’intensità della partecipazione popolare, segno del duraturo affetto della comunità di Girifalco, ma soprattutto il significato profondo del sacrificio dei militari.

“I Caduti persero la vita nel corso di un’importante attività di servizio volta ad effettuare ricognizioni sui territori caratterizzati dalla presenza di consorterie criminali di tipo ‘ndranghetistico,” ha sottolineato il Generale Sciuto.

Il loro fu un atto di servizio estremo, mirato a contrastare la ‘ndrangheta, all’epoca impegnata in una cruenta stagione di sequestri di persona. Un impegno, quello del 31 ottobre 1977, che si poneva al centro della lotta dello Stato contro la criminalità organizzata.

L’incidente e i nomi della tragedia

Il drammatico evento si consumò nel pomeriggio del 31 ottobre 1977. Erano da poco passate le 15:00 quando si interruppe il contatto radio con l’elicottero AB 205. A bordo viaggiavano: Generale di Corpo d’Armata Enrico Mino, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri; Colonnello Francesco Friscia, Comandante della Legione Carabinieri di Catanzaro; Tenente Colonnello Luigi Vilardo, Aiutante di Campo del Generale Mino; Tenente Colonnello Francesco Sirimarco, Comandante del Centro Elicotteri Carabinieri di Pratica di Mare; Tenente Francesco Cerasoli, pilota della Base Elicotteri di Vibo Valentia; Brigadiere Costantino Di Fede, del Centro Elicotteri di Pratica di Mare.

Il Generale Mino si trovava in Calabria proprio per “conoscere di persona i luoghi dove muovevano le cosche”. L’equipaggio stava effettuando una ricognizione aerea sui territori sensibili di Rosarno, Taurianova e Reggio Calabria. Le ricerche si conclusero a tarda sera, quando i resti del velivolo furono ritrovati precipitati nella nebbia, alle pendici del versante est di Monte Covello, in località Rimitello. Non ci furono superstiti.

La cerimonia si è conclusa a Monte Covello, sul luogo della tragedia, con gli onori ai Caduti e la solenne deposizione di due corone d’alloro al Monumento in loro memoria.

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