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MONTAURO NEL CAOS: L’EX SINDACO CERULLO SVELA IL “TRISTE RECORD” DEL COMMISSARIAMENTO E ATTACCA LA SUA EX MAGGIORANZA

Un’amarezza palpabile pervade le sue parole. Si scusa per non aver saputo tenere unita la squadra, ma denuncia “velleità e manie di protagonismo” dietro la caduta della sua amministrazione e il quinto commissariamento per il paese

di REDAZIONE

 –  MONTAURO (CZ) –  14 GIUGNO 2025 –  In un comunicato intriso di rammarico e delusione, Giancarlo Cerullo, l’ex sindaco di Montauro, rompe il silenzio dopo il commissariamento del paese. Le sue prime parole sono di ringraziamento alla gente di Montauro, sia a chi lo ha votato sia a chi non lo ha fatto, ribadendo il suo impegno a essere stato “il sindaco di tutti e per tutti”. Cerullo non nasconde la commozione per le attestazioni di stima ricevute, ma l’amarezza prevale nel constatare che Montauro si trova a vivere il suo quinto commissariamento, un “triste record” e una “triste sconfitta per tutti”.

Nessun Alibi, Solo la Cruda Verità: “Non Sono Stato Capace”

Lontano dalle “classiche parole di circostanza sui social”, Cerullo sceglie la strada della sincera autocritica: “scusatemi, non sono stato capace di tenere unita questa maggioranza”. Una presa di responsabilità che però si accompagna a una denuncia forte contro i firmatari della sfiducia. L’ex sindaco accenna a “episodi da raccontare” che “farebbero rabbrividire” e che li squalificherebbero “agli occhi di tutti”, più di quanto lo siano già dopo la “brutale decisione di lasciare il paese – che dicono di amare – senza guida politica”. Un augurio di buon lavoro è rivolto al Commissario Prefettizio, Dott. Francesco Giacobbe, riconoscendone l’alto valore.

La Metafora dell’Allenatore: Una Squadra in Costante Scontro

Cerullo si paragona a un allenatore di una squadra che, “fin da subito, ha iniziato a litigare”. Descrive un quadro di “litigi per futili motivi, continui screzi”, con consiglieri che “venivano a bussare alla mia porta, a turno, come bambini, per accusarsi a vicenda e recriminare”. L’ex sindaco evidenzia l’immaturità di queste persone, “over 40”, che “venivano a pretendere ruoli e incarichi istituzionali, minacciando la classica ripicca: ‘Se non mi accontenti, io me ne vado'”. Un atteggiamento incomprensibile per Cerullo, che ha cercato di “mediare” e “trovare punti di incontro”, anche a costo di apparire un “accentratore” a causa della mancanza di “affidabilità” e della logica delle “commarelle”.

Traditi i Montauresi, Non l’Ex Sindaco: Velleità di Potere in Campo

Nonostante le difficoltà, Cerullo ricorda i pochi “volenterosi, innamorati di Montauro” con cui sono stati realizzati progetti “senza fare annunci eclatanti”. La vera vittima di questa crisi, per l’ex sindaco, non è lui, ma “tutti noi montauresi che non vogliamo vedere spegnersi il nostro paese per colpa di velleità e manie di protagonismo“. L’amministrazione, durata oltre quattro anni, è stata “trasparente” e ha risanato le finanze comunali “senza pesare per un solo euro sulle tasche dei contribuenti”. Il fardello più grande, invece, è stato “contenere le pretese personali”, spesso motivate dal “tornaconto personale”. Un esempio lampante è la reazione di un consigliere alla revoca della carica di vicesindaco: un messaggio WhatsApp che sanciva l’uscita dalla maggioranza.

Albe Migliori per Montauro? Le Ombre sulle Prossime Elezioni

Cerullo conclude la sua riflessione con una nota amara ma forse liberatoria: il commissariamento, paradossalmente, lo ha “aiutato a tenere lontane persone che concepiscono l’amministrazione solo come vana gloria personale”. L’ex sindaco non si dice sorpreso se alle prossime elezioni alcuni dei consiglieri “firmatari” si candideranno a sindaco, “alla conquista della tanto ambita fascia tricolore”. Un ultimo augurio è rivolto al Commissario e, soprattutto, ai suoi concittadini: “Vi auguro davvero, a tutti, albe migliori“.