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LUDOVICO ERMINI PROMOSSO CAPITANO, IL RICONOSCIMENTO DELL’ARMA A CHI GUIDA LE OPERAZIONI SUL CAMPO A VIBO VALENTIA

Un avanzamento che pesa sul territorio: premiato l’impegno quotidiano alla guida del Nucleo Operativo e Radiomobile in una provincia ad alta pressione criminale

di REDAZIONE

 – VIBO VALENTIA –  4 MARZO 2026 –   Un avanzamento che non è soltanto formale ma sostanziale. Il tenente Ludovico Ermini, comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vibo Valentia, è stato promosso al grado di Capitano nell’ambito delle procedure di progressione interna dell’Arma dei Carabinieri.

La promozione arriva al termine di un percorso professionale segnato da responsabilità operative complesse, in un territorio dove il presidio dello Stato non è mai un esercizio teorico ma una presenza concreta e quotidiana.

Il cuore operativo della Compagnia

Guidare il NORM significa coordinare pattuglie, interventi d’urgenza, attività investigative e operazioni di controllo del territorio. È il reparto che risponde per primo, che interviene nelle emergenze, che presidia le strade e sostiene le indagini.

Un incarico delicato, svolto in una realtà provinciale che richiede attenzione costante, equilibrio e capacità decisionale.

“La promozione rappresenta un riconoscimento dell’impegno profuso e dell’attività svolta al servizio della collettività”, si sottolinea in ambienti del Comando provinciale. Un passaggio di grado che certifica il lavoro portato avanti negli ultimi anni, spesso lontano dai riflettori ma centrale nella gestione dell’ordine pubblico e della sicurezza urbana.

Un riconoscimento che parla al territorio

Per il neo Capitano Ermini, l’avanzamento non è un punto d’arrivo ma un rilancio di responsabilità. “Continuerò a operare con lo stesso spirito di servizio e dedizione verso la comunità”, avrebbe dichiarato il comandante, ribadendo la volontà di mantenere saldo il rapporto con il territorio.

In una provincia dove il tema della legalità resta prioritario, la promozione assume anche un valore simbolico: rafforza la continuità dell’azione operativa e consolida la presenza dell’Arma sul campo.

Un riconoscimento individuale che diventa, nei fatti, un segnale istituzionale.