L’esponente del movimento “La Panchina” denuncia la diffusione di una vignetta anonima che definisce diffamatoria e annuncia un’azione legale immediata: “Toccare mia madre significa aver oltrepassato ogni limite concepibile”. La presa di posizione di Radici e Ali, Claudio Foti e Radici e Futuro
di REDAZIONE
– CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 15 AGOSTO 2026 – Una vignetta anonima, dai contenuti pesantemente offensivi e diffamatori, ha chiamato in causa non soltanto la sua persona e il suo impegno pubblico, ma anche la memoria della madre. È quanto denuncia Lucio Falvo, esponente del movimento civico “La Panchina”, che annuncia di avere già affidato la vicenda al proprio legale di fiducia e di essere intenzionato a procedere per vie giudiziarie.
Falvo riferisce di aver ricevuto da terzi il contenuto della vignetta, nella quale viene stato direttamente citato. Una rappresentazione che definisce senza mezzi termini «vomitevole», «un’immondizia diffamatoria, infamante, umiliante, ingiuriosa e squallida», attribuendone la realizzazione a persone che, a suo giudizio, avrebbero deliberatamente oltrepassato i confini della normale dialettica politica e personale.
Ma è soprattutto un elemento ad avere provocato la reazione più dura dell’esponente de “La Panchina”: il riferimento alla madre.
«Il peggio, la prova definitiva della totale assenza di dignità, umanità e decenza – afferma Falvo – è l’aver tirato in ballo anche mia mamma, la persona più nobile, pura e straordinaria che abbia mai calpestato questa terra, almeno per me. Toccare lei significa aver oltrepassato ogni limite concepibile».
Parole che segnano, nelle intenzioni di Falvo, un confine netto tra il confronto, anche aspro, sulle questioni pubbliche e l’attacco alla sfera personale e familiare.
Da qui la decisione di ricorrere alla magistratura. «Ho già dato mandato al mio legale di fiducia – annuncia –. L’azione legale partirà nell’immediato ed è destinata a essere implacabile. Zero sconti e zero tolleranza».
Nel suo intervento Falvo utilizza espressioni durissime nei confronti degli autori, al momento indicati come anonimi, accusandoli di agire nell’ombra e di essere incapaci di sostenere apertamente le proprie posizioni. Una contrapposizione che l’esponente politico rivendica anche sul piano del metodo.
«Io ci ho sempre messo la faccia, alla luce del sole, esponendo le mie idee a testa alta, senza infingimenti e senza paura», sottolinea. Agli autori della vignetta rivolge invece l’accusa di essere «codardi», capaci, a suo dire, soltanto di colpire senza assumersi pubblicamente la responsabilità delle proprie affermazioni.
Il messaggio si conclude con un avvertimento altrettanto netto: «Non c’è tana in cui possiate nascondervi».
La vicenda, dunque, potrebbe ora spostarsi dal terreno della polemica pubblica a quello giudiziario. Sul piano politico, intanto, Falvo pone una questione più generale: quella del limite che dovrebbe separare la critica, anche feroce, dall’attacco personale e, soprattutto, dal coinvolgimento degli affetti e della memoria familiare. La campagna elettorale è già iniziata, in un clima di veleni e bassezza.
Radici e Ali: solidarietà a Lucio Falvo, chiediamo l’intervento del Prefetto
Il movimento Radici e Ali esprime piena e convinta solidarietà a Lucio Falvo, esponente de “La Panchina”, per il gravissimo episodio da lui denunciato e, in particolare, per il coinvolgimento della memoria della madre in una vignetta anonima dai contenuti che lo stesso Falvo ha definito diffamatori e per i quali ha annunciato il ricorso alle vie legali.
“Esiste un limite che nessuna contrapposizione politica può consentire di superare. Le famiglie, gli affetti e la memoria delle persone care devono restare fuori da qualsiasi forma di scontro politico. Su questo non possono esserci ambiguità, giustificazioni o distinguo” scrive Radici e Ali.
“Quanto sta accadendo – prosegue la nota – impone però anche una riflessione più ampia sul clima che si sta determinando a Chiaravalle Centrale. Quando al confronto sui programmi si sostituisce l’insulto, quando alle idee si preferisce la delegittimazione personale, quando all’assunzione pubblica di responsabilità subentrano anonimato, allusioni e attacchi alla sfera privata, significa che il livello di degrado morale della dialettica pubblica rischia di diventare irreversibile”.
“Noi vogliamo discutere del futuro di Chiaravalle, dei suoi problemi, delle sue opportunità, delle scelte amministrative e politiche necessarie. Vogliamo farlo mettendoci la faccia, confrontando proposte e visioni, anche duramente quando necessario. Non accetteremo, invece, che la competizione politica venga trascinata nel fango attraverso campagne anonime, intimidazioni morali o aggressioni rivolte alle persone e ai loro affetti” sottolinea il comunicato.
Per questa ragione Radici e Ali “ritiene necessario interessare formalmente il Prefetto di Catanzaro, chiedendo che venga rivolta la dovuta attenzione al clima che si sta creando attorno al confronto politico e civico di Chiaravalle Centrale, affinché siano garantite le condizioni per una partecipazione democratica libera, serena e rispettosa delle persone”.
“La politica – conclude – può dividere sulle idee. Può essere aspra, combattiva, persino radicalmente conflittuale. Ma quando smette di parlare del paese e comincia a colpire le persone e le loro famiglie, non siamo più davanti a un confronto politico: siamo davanti al suo fallimento. A Lucio Falvo e alla sua famiglia va la nostra solidarietà umana e politica. A tutti gli altri rivolgiamo un invito semplice: uscite dall’anonimato, mettete la faccia sulle vostre idee e confrontiamoci sul futuro di Chiaravalle. È questo il terreno della democrazia. Tutto il resto è soltanto degrado”.
Claudio Foti: “Inaccettabile il coinvolgimento della memoria di sua madre”
“Esprimo la mia piena solidarietà a Lucio Falvo per il gravissimo episodio che ha denunciato e, soprattutto, per l’inaccettabile coinvolgimento della memoria di sua madre in una vicenda che nulla ha più a che vedere con il legittimo confronto politico.
Da consigliere comunale ritengo che quanto accaduto debba preoccupare tutti, indipendentemente dalle appartenenze e dalle posizioni politiche. La critica è parte essenziale della democrazia, anche quando è dura e radicale. L’insulto personale, l’anonimato e il coinvolgimento degli affetti familiari appartengono invece a un’altra dimensione, che va respinta senza esitazioni.
Se in una comunità gli attacchi personali finiscono per sostituire il confronto sui programmi, sulle idee e sui problemi reali del paese, significa che il livello della dialettica pubblica è precipitato pericolosamente.
Chiaravalle ha bisogno di ben altro. Ha bisogno di confronto, proposte, partecipazione e responsabilità. Chiunque intenda intervenire nel dibattito pubblico dovrebbe avere il coraggio di farlo mettendoci la faccia e assumendosi la responsabilità delle proprie parole.
A Lucio Falvo rivolgo quindi la mia vicinanza personale e istituzionale, con l’auspicio che venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto e che episodi di questo genere non abbiano più spazio nella vita pubblica della nostra comunità”.
Radici e Futuro: “Superato ogni limite della legittima dialettica politica”
La coalizione civica Radici e Futuro esprime “piena e incondizionata solidarietà a Lucio Falvo per il grave episodio da lui denunciato e, in particolare, per l’inaccettabile coinvolgimento della memoria di sua madre in una vicenda che ha ormai superato ogni limite della legittima dialettica politica”.
Prosegue la nota: “Le idee si contrastano con altre idee. I programmi si discutono con altri programmi. Le scelte politiche si criticano nel merito. Quando, invece, il confronto viene sostituito dall’attacco personale, dall’anonimato, dall’insulto e persino dal coinvolgimento degli affetti familiari, significa che il livello di degrado morale della dialettica pubblica ha raggiunto una soglia estremamente preoccupante.
Quanto accaduto non riguarda soltanto Lucio Falvo. Riguarda il clima democratico della nostra comunità e chiunque ritenga ancora che la politica debba essere confronto civile, partecipazione, responsabilità e capacità di assumersi pubblicamente il peso delle proprie parole.
Radici e Futuro nasce e opera esattamente nella direzione opposta: mettere al centro Chiaravalle, i suoi problemi, le proposte, le competenze e una visione diversa del futuro. Accettiamo il confronto, anche duro, ma sempre alla luce del sole. Non accetteremo che il dibattito pubblico venga trascinato sul terreno della delegittimazione personale o che si tenti di intimidire chi sceglie liberamente di impegnarsi per il cambiamento.
Per questo riteniamo opportuno che anche le istituzioni competenti, a partire dalla Prefettura di Catanzaro, prestino attenzione al clima che si sta determinando, affinché il confronto politico e civico possa svolgersi nelle condizioni di serenità, libertà e rispetto che una comunità democratica merita.
A Lucio Falvo e alla sua famiglia rivolgiamo la nostra vicinanza umana e politica.
A chi pensa di sostituire le idee con gli attacchi personali diciamo una cosa molto semplice: noi continueremo a parlare di Chiaravalle, dei suoi problemi e del suo futuro. E continueremo a farlo mettendoci nome, cognome e faccia”.
Saturno: “Noi scegliamo programmi e proposte, qualcuno tenta di avvelenare il clima”