Il nuovo lavoro del regista debutta dal 30 aprile al 6 maggio. Una storia di marginalità e rinascita che valorizza il territorio calabrese
di REDAZIONE
– PRESERRE (CZ) – 27 APRILE 2026 – Arriverà nelle sale italiane dal 30 aprile al 6 maggio L’Oratore, il nuovo lungometraggio diretto da Marco Pollini e girato in larga parte nel Soveratese, tra Soverato e i centri limitrofi come Badolato, Gasperina, Cosenza e Lamezia Terme. Un progetto che intreccia racconto e territorio, mettendo in primo piano scorci urbani e borghi storici della Calabria ionica.
La prima ufficiale è prevista il 30 aprile a Roma, al Cinema delle Province, dando il via a una distribuzione nazionale che guarda anche al pubblico più giovane.
Nel cast figurano, tra gli altri, Manuel Nucera, Giorgio Colangeli, Paola Lavini, Paola Rubino ed Eleonora Pieroni, insieme a Saverio Malara. La produzione è firmata da Evelyn Bruges per Ahora! Film, con il sostegno della Calabria Film Commission.
La storia: tra marginalità, arte e parola
Il film racconta la vicenda di Felice, ventenne cresciuto in un quartiere popolare del Sud, che cerca una via di riscatto attraverso la musica. L’acquisto di un pianoforte a coda, finanziato con denaro proveniente da ambienti criminali, segna un passaggio decisivo e rischioso.
Dopo la distruzione dello strumento da parte dei coetanei e l’incalzare degli usurai, il giovane si rifugia in una chiesa. Qui improvvisa un discorso funebre per uno sconosciuto: un momento che segna l’inizio di una trasformazione. Felice diventa così “l’oratore”, capace di dare voce al dolore attraverso parole essenziali e dirette.
La narrazione si sviluppa come un percorso di riscatto personale, in cui arte e linguaggio diventano strumenti di emancipazione.
Le dichiarazioni ufficiali: tra Berlino e visione autoriale
In occasione della presentazione all’European Film Market di Berlino (febbraio 2026), la produttrice Evelyn Bruges ha definito il film
“una carezza all’anima, che invita a lottare per essere migliori”, aggiungendo che l’opera “esorta a essere più tolleranti e speranzosi in un futuro migliore” e mostra come “anche dal degrado si può uscire più forti e consapevoli”.
Nella stessa occasione, il regista Marco Pollini ha dichiarato:
“È un film molto importante per me, tratto dal mio libro uscito nel 2021”, spiegando che si tratta di “una storia di riscatto di un ragazzo del Sud Italia che grazie all’arte e al potere della parola riesce a cambiare il suo destino”. Pollini ha inoltre ricordato come l’opera sia stata definita “anti-Gomorra” da una giornalista de Il Mattino, sottolineando l’importanza di “dare messaggi e storie positive ai giovani”.
Produzione e posizionamento: un racconto “anti-Gomorra”
Il progetto si inserisce in una linea narrativa che si discosta dalle rappresentazioni più cupe e consolidate del Sud Italia, privilegiando una prospettiva centrata su resilienza, cultura e trasformazione individuale.
Tra i protagonisti figurano anche Marcello Fonte, Pasquale Greco, Giuseppe Ansaldi e il giovane pianista Alessandro Gervasi.
Distribuzione e prospettive
Con un’uscita prevista tra primavera ed estate 2026, L’oratore si presenta come un titolo capace di muoversi tra circuito indipendente e pubblico più ampio, grazie a una narrazione accessibile e a un impianto emotivo diretto.
La distribuzione nelle sale italiane rappresenta un primo passaggio per valutare la ricezione di un’opera che coniuga impegno sociale e racconto personale, mantenendo un approccio narrativo lineare e riconoscibile.