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L’IDEA POLITICA DI “RADICI E ALI” SU CHIARAVALE CENTRALE : «È UNA “REPUBBLICA DELLE BANANE»


Il movimento civico: “Mistificazioni, ritardi e un modello di governo tradito”

di REDAZIONE

–  CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) –  13 DICEMBRE 2025 –  Il movimento civico Radici e Ali affonda il colpo contro l’amministrazione comunale di Chiaravalle Centrale, guidata dal sindaco Domenico Donato. Lo fa con parole durissime, parlando apertamente di una “Repubblica delle banane” in cui – sostengono – la realtà amministrativa “è sistematicamente manipolata a uso e consumo del mondo immaginario propagandato dal sindaco”.

Secondo Radici e Ali, il caso emblematico di questa “mistificazione” è la recente manifestazione dedicata ai mattoncini Lego ospitata nel Convento dei Cappuccini. Un evento piacevole, riconoscono, “nulla da dire sui Lego”, ma che – nella narrazione del primo cittadino – sarebbe diventato “il simbolo di una gestione culturale d’eccellenza del polo museale, costato centinaia di migliaia di euro”. Per il movimento civico, “siamo alla caricatura, alla barzelletta. Per gestione culturale si intende ben altro. Qui si tenta di salvare in extremis la faccia, trasformando una mostra di mattoncini in un modello di governance culturale. Donato pensa davvero di poter infinocchiare i chiaravallesi con due post su Facebook?”.

Una critica che si inserisce nel più ampio tema della valorizzazione – finora considerata insufficiente – del polo culturale cittadino, finito al centro di polemiche e interrogativi sulla gestione dei finanziamenti.
Il fronte contestato non si limita alla cultura. Il movimento richiama il caso del concorso per i vigili urbani, definito “un capitolo nero”: procedure avviate e poi bloccate, contenziosi aperti, segnalazioni e ricorsi che hanno finito per alimentare dubbi e malumori.

“È l’immagine plastica di un’amministrazione impantanata”, commentano da Radici e Ali. Una città che, secondo loro, continua ad accumulare problemi irrisolti, con un’amministrazione sempre più isolata e fragile sul piano politico.
La parte più dura della nota riguarda ciò che il movimento definisce “il tradimento” del manifesto civico originario. Radici e Ali parla di una “delusione senza precedenti” e sostiene che: “Il modello Donato ha tradito gli elementi ispiratori della compagine riunita sotto il simbolo Ripensare Chiaravalle. Nessun principio è stato rispettato. È un’offesa per una comunità che ha creduto e oggi si vede tradita, presa in giro”.

Da qui un elenco puntuale delle criticità: bilanci non veritieri, lavori pubblici con ritardi enormi, debiti nascosti, procedure ritenute illegittime, gestione dei finanziamenti confusa, come nel caso del polo culturale “scambiato per una sala da tombolata”, violazione delle norme sul funzionamento del consiglio comunale, assenza di dialogo, confronto e informazioni
Una situazione che, secondo il movimento, si è ormai allontanata “in modo diametrale” dai principi che avevano dato vita alla coalizione. “Per Donato – scrivono – l’importante è rimanere seduto sulla poltrona, con la corona da sindaco. Chiaravalle e i chiaravallesi vengono dopo”.

Il movimento civico pone anche tre interrogativi, definiti “legittimi e inevitabili”: 1. Perché Donato ha tradito il manifesto politico iniziale? 2. Quali principi lo hanno portato a intraprendere un percorso opposto rispetto agli impegni assunti? 3. Perché non spiega ai cittadini questo cambio di rotta?
Domande che, secondo loro, non possono più restare inevase.

Infine, Radici e Ali punta il dito contro alcuni membri della maggioranza, ritenuti “apparentemente competenti” in ambito giuridico e amministrativo: “Perché tacciono? Perché avallano un metodo così discutibile? Condividono davvero questo modello totalmente fuori controllo che magari pensano di esportare anche altrove visti i brillanti risultati?”. Il quadro che emerge è quello di una città “politicamente spaccata, con una fiducia pubblica in calo e un’amministrazione fallimentare”. Dalla cultura ai concorsi, dai bilanci ai rapporti interni, Radici e Ali denuncia un sistema “senza trasparenza né visione”.

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